
giovedì 12 gennaio 2012
"Er cavetto": Ci voli furtuna puru pi ....

mercoledì 11 gennaio 2012
Da un'amica ricevo e vi giro....

H o imparato che nessuno è perfetto. Ho imparato che basta una persona che mi dice che le ho migliorato la giornata per migliorare la mia. Ho imparato che è più importante essere gentili che corretti. Ho imparato che sono le piccole cose della vita a renderla così felice. Ho imparato che Dio non ha fatto tutto in un giorno, cosa mi fa pensare che io ci riesca? Ho imparato che ignorare i fatti, non li cambia. Ho imparato che quando progetti di prenderti la rivincita con qualcuno, stai solo facendo in modo che quella persona continui a ferirti.
Ho imparato...
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Miiiiiiiii avi raggiuni Salvatore u puppu
ore 14,40
sabato 7 gennaio 2012
Grazie!
ore 14,40giovedì 5 gennaio 2012
Iarrusi!
martedì 27 dicembre 2011
Lo diceva mia nonna:nella vita ci vuole...culo!
Piu' di questo,come cittadino e come malato che posso fare?
giovedì 29 settembre 2011
domenica 11 settembre 2011
sabato 20 agosto 2011
Oliveri: festa della Madonna
Nei giorni scorsi ho dato notizia di una bella iniziativa:
la costituzione di un comitato che, ad Oliveri, si occuperà dell'organizzazione della festa della Madonna del Tindari.
La riunione "costitutiva" sarà stasera.
Ora,considerati i benefici economici e culturali che l'istituzione di tale festività potrebbe avere per il paese,
vorremmo che questa festività venisse istituzionalizzata quale appuntamento fisso ogni anno.
Presento qui un ipotesi di lavoro:
Oliveri: Festività in onore della Madonna del Tindari
Promemoria per la riunione di sabato 20 agosto 2011 per il -costituendo comitato promotore-
Il sabato e la domenica precedente la tradizionale festa della Madonna che ogni anno, (7- 8 settembre) si svolge a Tindari, vorremmo celebrare ad Oliveri una sorta di rievocazione storica del ritrovamento della Sacra Statuetta di origine Bizantina che, come sappiamo, fu rinvenuta da pescatori di Oliveri nelle acque antistanti il paese.
La festività potrebbe così articolarsi:
Sabato:
rievocazione del ritrovamento della statua della Madonna con i pescatori che dalla spiaggia conducono la statua della Madonna verso la chiesa di Oliveri
Domenica mattina:
2) Concelebrazione S.S.messa insieme a sacerdoti di rito ortodosso a sancire la comune radice cristiana ed il passaggio della Statua dal mondo Bizantino all'Occidente.
3) Discorso delle Autorità (rievocazione storica)
Pomeriggio
4) Processione con le barche a mare (con il coinvolgimento dei mezzi della Riserva di Marinello e delle unità della Capitaneria di Milazzo)
Celebrazione della S.Messa in spiaggia.
Sera
5) Pellegrinaggio dalla spiaggia verso il Santuario di Tindari. (passaggio di consegne da Oliveri a Tindari) presenti le autorità dei comuni di Oliveri-Patti e le autorità religiose.
A cura del costituendo comitato promotore:
L'organizzazione dell'evento e di tutte le manifestazioni utili di supporto: (giochi a mare, giochi in piazza, conferenze a tema da fare al castello sulla storia del nostro territorio, mostre fotografiche sulla marineria locale anche con riferimenti alla tonnara, spettacoli serali a tema (gruppi folk – teatro) giochi pirotecnici.
Pubblicità dell'evento su scala provinciale e nazionale
Preventivazione costi della manifestazione e reperimento fondi.
Richiesta di patrocinio Comune- Provincia- Regione.
Maurizio Pirrotti
martedì 16 agosto 2011
Oliveri:una bella iniziativa
Sabato 20 agosto alle ore 20,00 riunione presso il salone parrocchiale.
Scopo della riunione, la formazione di un comitato che si occuperà dell'organizzazione della processione della Madonna del Tindari,con le barche a mare, giorno 4 settembre.
E' una bella iniziativa.
Partecipiamo numerosi!
Maurizio Pirrotti
domenica 24 luglio 2011
domenica 19 giugno 2011
Pantelleria, arrivano le trivelle – L’oro nero regalato ai petrolieri
http://dorsogna.blogspot.com/2011/06/lipocrisia-di-stefania-prestigiacomo.html
La Transunion comincerà a sondare i fondali tra qualche giorno.
In estate potrebbero iniziare le trivellazioni a 13 miglia dall’isola siciliana.
L’Italia chiede il 4% di royalty contro l’85% della Libia e l’80% della Russia
26 aprile 2011 DARIO PRESTIGIACOMO e LORENZO TONDO
La Transunion ha già annunciato ai comuni iblei che a fine aprile inizierà a sondare il fondale dello specchio d’acqua
davanti a Pozzallo, a 27 chilometri dalla costa. L’Audax, invece, di sonde non ha più bisogno: in estate, si legge sul suo sito
web, potrebbe cominciare a trivellare a 13 miglia da Pantelleria. Non molto lontano, nei dintorni delle Isole Egadi,
anche la Northern Petroleum riscalda i motori delle sue piattaforme
Sotto l’ombra dell’inferno libico e quella di un possibile blackout energetico, la primavera delle trivelle sul mar Mediterraneo – esorcizzata dal ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo che prometteva di difendere a spada tratta il Canale di Sicilia, costi quel che costi – è oramai alle porte.
Secondo i dati delle associazioni ambientaliste, sarebbero più di cento i permessi di ricerca di idrocarburi richiesti o vigenti nel Mediterraneo. Alcuni concessi a un tiro di schioppo da sabbie dorate e banchi corallini. Le piattaforme, che – secondo quanto riportato dai bollettini pubblicati sui siti delle compagnie petrolifere – potrebbero già entrare in azione tra poche settimane, confermano i timori manifestati negli ultimi mesi dagli ambientalisti: il decreto anti-trivella, firmato e fortemente voluto dal ministro Prestigiacomo, emanato lo scorso 26 agosto, non servirà a proteggere le acque del Mediterraneo.
La Northern Petroleum lo sa e lo scrive: “La legislazione italiana che vieta le trivellazioni off-shore entro le 12 miglia dalla costa – si legge nel comunicato – avrà un effetto irrilevante sugli assetti della compagnia”. Così, in barba al no della Regione e a quello dei sindaci, la Northern fa sapere di poter estrarre dai suoi giacimenti ben 4 miliardi di barili che tradotti in quattrini significano 400 miliardi di euro nelle tasche dei petrolieri. Briciole o nulla per lo Stato italiano dove le royalty che le compagnie minerarie lasciano al territorio dove estraggono senza imporre franchigie arrivano a malapena al 4 per cento contro l’85 di Libia e Indonesia, l’80 di Russia e Norvegia, il 60 in Alaska, e il 50 per cento in Canada.
“Al di là dell’aspetto ecologico, per l’Italia le trivelle sono anche antieconomiche” spiega Mario Di Giovanna, portavoce di “Stoppa la Piattaforma”. “Se ci adeguassimo agli standard delle royalty degli altri paesi, facendo i conti della serva, potremmo estinguere, solo con una minima parte del canale di Sicilia, il 25 per cento del debito pubblico italiano”.
In Italia, la franchigia per le piattaforme off-shore è di circa 50.000 tonnellate di greggio l’anno, equivalenti a 300 mila barili di petrolio. Sotto questo tetto di estrazione, le società non sono tenute a pagare nemmeno l’esiguo 4 per cento di royalty. La piattaforma Gela 1, a 2 km dalle coste siciliane, dal 2002 al 2008 ha prodotto petrolio e gas sempre sotto la soglia di franchigia. La Prezioso e la Vega producono invece il doppio oltre il limite (circa 100/120 mila tonnellate), pagando la franchigia solo per la metà della loro produzione. Forti delle agevolazioni fiscali italiane, le società le decantano ai loro investitori. A pagina 7 del rapporto annuale della Cygam (società petrolifera con interessi nell’Adriatico) si parla del nostro paese come il “migliore per l’estrazione di petrolio off-shore”, sottolineando la totale “assenza di restrizioni e limiti al rimpatrio dei profitti”.
Intanto Atwood Eagle, la contestatissima trivella dell’Audax che dall’11 luglio scorso galleggiava a 13 miglia dalle coste di Pantelleria, dopo un temporaneo abbandono dell’area, tra qualche mese potrebbe riprendere i sondaggi, mentre Shell ha già detto di aspettarsi dal Canale di Sicilia 150mila barili al giorno. Qualche settimana fa la Transunion Petroleum Italia ha inviato ad alcuni comuni della zona iblea, tra cui Pozzallo, Modica e Ragusa, un’istanza di avvio della procedura di valutazione d’impatto ambientale relativa ad un’area con un’estensione di 697,4 km quadrati, situata nel Canale di Malta. Le autorità locali hanno tempo fino al 27 aprile per le dovute osservazioni.
da:http://www.stampalibera.com/?p=27786#more-27786
Stand by me
Dal punto di vista tecnico è il sogno assoluto. L’immagine è a schermo intero (non dimenticate di allargare la finestra al massimo), il suono è di una qualità ed una profondità che ti tocca dentro, soprattutto se si ascolta con le cuffie (in caso contrario, dare volume per gli altoparlanti per ottenere il massimo di questa qualità).
Soprattutto, guardate nella parte bassa dell’immagine “in quel punto dell’inquadratura” dove compare nome del cantante e musicista e luogo di ogni rappresentazione musicale. È lì che si trova la parte più commovente di questo momento privilegiato.
lunedì 30 maggio 2011
Volete un altro tsunami?
mercoledì 25 maggio 2011
Depliant Laghetti di Marinello:Oliveri non esiste!

Laghetti di Marinello: nei nuovissimi depliant realizzati dalla Provincia di Messina e dalla regione siciliana fanno bella mostra di se alcune ...dimenticanze.
Laghetti di Marinello:le guardie,che guardano?
Bel tempo a Marinello
I laghetti di Marinello: col tempo, destinati a ... sparire ?
catastrofismi mediatici
Scampato pericolo:i laghetti non...scompariranno
lunedì 2 maggio 2011
Il vero motivo della guerra in Libia
Il vero motivo della guerra in Libia.

Quale può essere il fil rouge che collega tutti i paesi attaccati – e presi di mira in varie forme - dagli USA e Gran Bretagna con l’aiuto di una serie di ausiliari tradizionali più o meno consapevoli?
Libia, Libano, Siria,Irak,Somalia, Sudan, Iran. Non hanno in comune l’etnia ( Iran è ariano mentre gli altri sono semiti o – Sudan – misti).
Non hanno in comune la religione: Libano ha cristiani, l’Iran è sciita, la Siria è mista. Non il petrolio: Somalia e Siria non ne hanno in quantità significative. Non la ricchezza: Somalia e Sudan non lo sono.
Se invece vediamo il negativo, vediamo che nessuno di questi paesi figura tra i 56 aderenti alla Banca per i Regolamenti Internazionali.
In pratica sono paesi che hanno rifiuutato di far parte della comunità finanziaria internazionale e la Libia in particolare se la stava cavando molto bene:
•Stando ai dati del FMI la Banca centrale libica possiede 144 tonnellate di oro nei suoi forzieri. Per un paese di tre milioni e mezzo di abitanti, non è niente male. L’educazione e l’assitenza medica sono gratuite; le coppie che si sposano ricevono 50.000 dollari a fondo perduto.
•I Ribelli, ancora prima di costituire un governo provvisorio, hanno annunziato ( il 19 marzo) di aver costituito la BANCA CENTRALE DI LIBIA. La Banca centrale di Libia ( quella di Gheddafi per intenderci) è pubblica e non privata, stampa la moneta e presta denari allo stato senza interessi per finanziare le opere pubbliche tra cui il famoso fiume sotterraneo fatto dall’uomo che utilizza le acque fossili del Sahara per irrigare tutta l’area agricola della Libia che si trova al Nord. A proposito l’attività agricola in Libia è esentasse. Completamente. Questa politica è l’esatto contrario di quella seguita dal mondo occidentale che fa pagare tutti i servizi quali l’educazione e la sanità ed ha privatizzato le banche centrali che fanno pagare gli interessi agli stati quando forniscono loro i fondi.
•La ragione ufficiale che ha spinto l’occidente a non mantenere le Banche Centrali come pubbliche è che questi prestiti aumentano l’inflazione, mentre prendere prestiti dalle Banche estere o dall FMI , non provocherebbe inflazione. In realtà prendere i denari a prestito da Banche centrali pubbliche – senza interessi – riduce grandemente il costo dei progetti pubblici di investimento e in alcuni casi li riduce del 50%.
•Gheddafi aveva da poco lanciato la proposta di creare una moneta unica africana IL DINARO ORO e l’unico paese africano che si era opposto, è stata la Repubblica del Sud Africa, che è stata proprio quella che si è presentata a Tripoli per la mediazione con i ribelli e la NATO. Su questa proposta c’è un commento di Sarlosi che l’ha giudicata “una minaccia per l’Umanità”.
•Sia Saddam Hussein che Gheddafi avevano proposto – entrambi sei mesi prima dell’attacco – di scegliere l’Euro ( o il dinaro) come valuta per le transazioni petrolifere.
ADESSO RESTIAMO IN ATTESA DI VEDERE – IN CASO DI VITTORIA DELLA NATO – SE EDUCAZIONE E SANITA’ RESTERANNO GRATUITE, SE LA BANCA CENTRALE LIBICA ADERIRA’ ALLA B.R.I. E SE L’INDUSTRIA PETROLIFERA LIBICA VERRA’ SVENDUTA A PRIVATI. Poi anche i più ingenui cominceranno ad avere sospetti
Fonti:
http://corrieredellacollera.com/2011/04/17/africa-attacco-alla-libia-ecco-spiegazioni-inedite-ma-convincenti-vedremo-se-e-vero-di-antonio-de-martini/
http://www.stampalibera.com/?p=25517
