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venerdì 20 gennaio 2012

L'Italia,la Sicilia e la rivolta dei"Forconi"

ore 16,30
Se ne parla tanto, adesso, a proposito dello sciopero dei Tir di queste ore.
Se n'è occupato "servizio pubblico" ieri sera( vedi) con una puntata dal titolo:"Salvare tutti".
Se ne è occupata pure Oliveri Libera... anni fa (leggi il post "Il buonsenso ed i forconi" del 5 settembre 2009).
Pensate che c'era, allora, qualche "genio" che leggendo mi rimproverava:" Che ce ne frega a noi di Oliveri di tutto questo?"
Bene, e ora che i "Forconi" sono alle porte ed i disagi di questa situazione toccano pure le nostre proprie tasche ?
E' stato meglio occuparsi, in questi ultimi anni, del "curtigghiu paesano" o farci coinvolgere dal tifo calcistico nei confronti di chi, al timone di comando,stava contribuendo ad affondare l'Italia come una nave da crociera qualsiasi.
Alla faccia delle cazzate plateali sparate urbi et orbi sui media:lo ricordiamo tutti mentre dichiarava che in economia va tutto bene tanto i ristoranti sono pieni....
Lo abbiamo votato in massa. (leggi) (leggi)
Alla faccia delle leggi ad personam (leggi)
Alla faccia degli scandali che hanno coinvolto lui ed il suo governo(leggi)
Tanto a noi che ce ne fregava!
Ed ora?
Certo, il contesto internazionale "economico" ha preso il sopravvento e al poveretto che in questi ultimi 17 anni, pensava solo "agli affari suoi" non si possono attribuire tutte le colpe della situazione economica attuale...
Infatti.
Non è colpa sua.
E' colpa nostra!
Intanto, adesso, un governo eletto da nessuno, nel nome del "risanamento economico" ci... scortica vivi.(leggi)
Ma tanto noi... sudditi siamo, mica cittadini!

Maurizio Pirrotti

giovedì 23 dicembre 2010

L'abbiamo scampata bella ...finora.


Prima di salutarci per le vacanze di Natale, con gli auguri di rito come si conviene, trovo utile postare un articolo di Movisol che condivido nella sua interezza.
Che Berlusconi non mi piaccia è risaputo.
Non credo, però, siano in tanti a sapere che, il 14 dicembre( giorno in cui in Parlamento di votava la sfiducia a Berlusconi) l'Italia l'ha scampata per soli tre voti.

Maurizio Pirrotti

Fallisce in Italia il "golpe dei banchieri"

22 dicembre 2010 (MoviSol) - Se il 14 dicembre governo italiano avesse perso il voto di sfiducia, con tutta probabilità l'Italia non avrebbe oggi un Presidente del Consiglio migliore dell'impresentabile Berlusconi, ma si ritroverebbe con un "governo dei banchieri" presieduto da Mario Draghi – il capo del Financial Stability Board dalla querela facile contro coloro che lo chiamano "Mr. Britannia". Infatti, l'opposizione si è presentata al voto di sfiducia senza una strategia politica o economica unitaria, e senza alternativa visibile a Berlusconi.

L'alternativa era nascosta. Se la sfiducia fosse passata, la crisi di governo avrebbe scatenato le pressioni speculative, compresa una possibile retrocessione nel rating, e si sarebbe determinata la situazione di emergenza che avrebbe dettato l'arrivo di Draghi sul cavallo bianco a Palazzo Chigi, per somministrare una cura da "lacrime e sangue" come tagli alle pensioni, privatizzazioni e blocco dei salari, come richiesto dai bankers per puntellare il sistema dell'euro.

Draghi aveva esposto il suo programma in un'intervista nella sede delFinancial Times, a Londra, il 10 dicembre, suggerendo una terapia da applicare a tutti i paesi dell'Eurozona, analoga al "piano di rigida austerità fiscale" che egli aveva contribuito a somministrare all'Italia con i governi tecnocratici all'inizio degli anni novanta.

Ora però, Draghi e la "Britannia faction" devono attendere un altro giro.

Nonostante avessero la maggioranza sulla carta, Fini e l'opposizione hanno perso per una manciata di voti, prendendosela con chi si sarebbe fatto comprare da Berlusconi. Il mercato delle vacche in occasione di voti di decisiva importanza è vecchio quanto il Parlamento, e non si può gridare allo scandalo. E non si può dar torto all'on. Catia Polidori, che ha motivato il suo dissenso dal gruppo finiano di cui faceva parte, con la necessità di garantire stabilità politica all'Italia in un momento di turbolenza finanziaria globale, soprattutto nel contesto di cui sopra.

È vero comunque che pur avendo vinto la fiducia, il governo Berlusconi non ha conquistato la stabilità. Mentre la politica spinge verso elezioni anticipate, una strada alternativa e migliore per il paese sarebbe di costruire una larga maggioranza basata su una "exit strategy" dal sistema dell'euro che sta "stringendo il cappio attorno al collo" del paese, nelle parole del prof. Savona.


Vedi anche:

1. Paolo Savona chiede l'uscita dell'Italia dall'euro (17 novembre 2010 )
2. In arrivo il governo dei banchieri? (17 novembre 2010)
3. No al governo dei tecnici e delle banche! (28 agosto 2010)
4. L'antidittatore del Bunga Bunga (13 dicembre 2010 )
5. Tremonti: Geithner ha respinto un nuovo trattato di Bretton Woods
(29 gennaio 2010)
6. Il Senato chiede la riorganizzazione fallimentare: il Governo frena
(26 febbraio 2009)
7. VIDEO: "The Britannia Crowd in Italy" con sottotitoli in italiano sul contesto strategico dello scontro tra Tremonti e Draghi (30 dicembre 2008)
8. Effetti delle iniziative di Tremonti sulla scena internazionale
(8 luglio 2008)


www.movisol.org

giovedì 4 novembre 2010

Ci vogliono governanti onesti, coraggiosi e... tosti.

Ne parlavamo proprio oggi, con Bruno ed altri amici, mentre eravamo al bar, per il solito caffè di metà mattinata: e' sulle spalle dei cittadini che la politica ha fatto e fa ricadere il costo economico e sociale del dissesto finanziario globale causato dalle banche, imponendo tagli alla spesa sociosanitaria, alla spesa scolastica, imponendo la distruzione di quello che resta dello stato sociale, l'azzeramento degli investimenti pubblici e tasse su tasse... (leggi qui) etc. etc.
Tra di noi c'era chi obiettava che la "politica" dovrebbe come prima cosa riformare radicalmente l'economia ma:"nessun governo occidentale, nemmeno il governo Obama, riesce a riformare l’economia, per la semplice ragione che non dispone più delle leve dell’economia, le quali oggi sono in mano al cartello bancario mondiale della moneta e del credito".1)
Come se ne esce?
Sono tempi difficilissimi ed una cosa e' sicura: per affrontarli al meglio servono governanti onesti, coraggiosi e... tosti.
Ce ne sono?

Maurizio Pirrotti

Nell'articolo che segue, la spiegazione di come funziona il meccanismo che fa ricadere sui cittadini i costi del dissesto finanziario globale causato dalle banche: l'illuminante "caso" dell' Irlanda

Backlash Economy alla prova: tocca all'Irlanda. Tra un mese il default?
di Pietro Cambi

Come volevasi dimostrare.
Eravamo stati facili profeti.
Non c'e' due senza tre.
Dopo l'Islanda, tocca all'Irlanda.
Le voci di una probabile insolvenza di un suo importante istituto bancario PRIVATO stanno portando ad una stima del rischio default dell'Irlanda elevatissima, con l'inevitabile contorno di differenziale stellari dei tassi di interesse dei bonds e debiti/deficit pubblici "skyrocketing" ovvero che schizzano alle stelle come razzi.
Tra un mese ci potrebbe addirittura essere una dichiarazione di insolvenza da parte del loro ministro delle finanze.
A questo punto ci sono pochi dubbi che ci troviamo di nuovo di fronte ad un test della shock economy, ovvero, per farla breve: come procacciarsi del cibo in momenti di carestia? Tritare un paese, spezzandogli le osse a mazzate finanziarie, per succhiarsi il tenero, se pur sanguinolento, midollo.
Quel che succederà, a questo punto siamo bravi tutti a fare previsioni, è già scritto.

1) uno o più prestigiosi istituti finanziari lanciano un grido di allarme che suona come un ultimatum al governo: o ci aiutate o andiamo alla malora trascinando nel gorgo i risparmi privati del paese. Non sto facendo previsioni: è quel che è appena successo.

2) i politici si spaventano per la prematura fine della loro luminosa e democratica carriera e cercano di metterci, disperatamente, una pezza.

3) le dissestate finanze del paese, anche a causa del ben pilotato crollo verticale della fiducia degli investitori internazionali, non sono in grado di garantire fondi sufficienti senza chiedere finanziamenti al neonato fondo di solidarietà europeo e/o al Fondo Monetario internazionale. Sarà quello che constateremo tra un mese o prima.

4) Le due succitate "dame di carità" per garantire il loro aiuto richiedono draconiane misure allo Stato (non all'istituto finanziario che ha provocato il dissesto, notate bene) che in praticano implicano la fine dello stato sociale ( o di quello che ne resta) con il dirottamento dei denari dei contribuenti nel buco senza fondo cosi generato. Il flusso di capitali REALI, cosi ottenuto, fornisce nuova linfa e capacità finanziarie per continuare il giochino ai danni di un altro paese ( possibilmente porcino, 'che è piu' saporito). Anche qui sto descrivendo qualcosa che è già successo, solo quest'anno ed in Europa almeno altre due volte, in Grecia ed Islanda ( ci sarebbe anche il caso dell'Ungheria, veramente).

5) il risultato netto: impoverire una popolazione per decenni a venire senza contropartita, dato che i risparmi momentaneamente salvati dalla scomparsa causa default bancario finiscono o per essere spesi per sussidiare i servizi che ora non sono piu' garantiti dallo stato o per sopravvivere, semplicemente, nella situazione di depressione economica e sociale risultante. Chiedete ad un amico greco per i dettagli o guardate la nostra situazione in Italia per una versione demo di questo approccio.

6) Il tutto crea un insostenibile stress sociale che può finire in due o tre modi:

a)tafferugli e serrate varie, repressione poliziesca tutto sommato blanda e ritorno ad una depressa "normalità". E' quello che è successo, per ora, in Grecia e che succederebbe, con ottime probabilità, anche nel nostro paese. Il paese entra in depressione permanente con la prospettiva di una riesplosione del problema in grande stile, una volta esaurite le risorse e dispiegato nella sua interezza l'impatto della situazione.
b) come sopra ma con accenti di vera guerriglia urbana, militarizzazione della società ( coprifuoco etc etc) e seria possibilità di collasso del sistema politico ( aka: rivoluzione)
c) come sopra ma con la classe politica che, di fronte alla propria non puramente politica fine, lucidamente affronta il problema, calcola costi e benefici e decide, con lucidità e freddezza, di lasciare che gli istituti di credito vadano alla malora, cosi salvando l'economia reale, sia pur a prezzo di uno stallo degli investimenti ( non ci sono piu' capitali e risparmi su cui far leva e dall'esterno ne arriveranno con difficoltà).
Nel processo mutui ed altri oneri finanziari vengono ricartolarizzati ad un costo molto basso e per percentuali frazionarie dell'importo originario.
Gli imprenditori e le famiglie con il mutuo sul groppone possono mantere un minimo di capacità di spesa e contare ancora sull'apparato sociale statale, bello o brutto che sia.
7) Comunque vada la mazzata riporta, dopo decenni di illusioni, i cittadini di fronte alla realtà, ovvero che non si può costruire il futuro senza pensare alla sostenibilità degli investimenti e delle risorse coinvolte. Contemporaneamente si riportano gli investitori e gli economisti "cartacei" a fare i conti con la realtà.
Il tutto si configura, come ormai sapete, come un vero e proprio colpo di coda, backlash, dato dalla società reale di un paese in risposta al sistema economico internazionale che avrebbe grandemente preferito poter cartolizzare sul groppone della gente della Grecia/Islanda/irlanda/.... il collasso delle loro economie cartacee con contorno di fallimentari esercizi di finanza virtuale.
Ci vuole un popolo tosto, abituato a guardare la vita negli occhi e governanti onesti, coraggiosi ed altrettanto tosti.
Vedremo se gli irlandesi sono fatti davvero come ce li immaginiamo nei nostri stereotipi. Grandi, grossi, coraggiosi, onesti e sinceri, fino alla brutalità.
Vada come vada:
Backlash economy. Backlash economy e backlash economy.
Altra strada, per evitare il collasso sociale, con il minimo possibile di distruzione del futuro di una nazione, ormai ne sono persuaso, non c'e'.

lunedì 4 ottobre 2010

Se Atene piange Sparta non ride.

Dal blog Tuttouno:



La tabella è tratta da wiki ed un lettore di Tuttouno così commenta:"Di Wikipedia non c'è da fidarsi ma, ammesso che questa tabella dica il vero, c'è da dire che il PIL - come sosteneva Robert Kennedy - non è di certo un indice della qualità della vita".
Sono d'accordo.
Qualcosa,però,sulla ricchezza di una Nazione,il PIL la dice.
Secondo i dati Istat (
leggi quì) il PIL dell Italia nel 2009, e' stato:meno 4,9%.
Quello complessivo dell'Europa,nello stesso periodo: meno 4,1% , quello della Francia: meno 2,2%, quello del Regno Unito:meno 3,2%, quello della Spagna:meno 3,6%.
E' lecito chiedersi: l'Italia, peggio degli "altri" in Europa?
Alla luce di questi dati, la risposta obbligata e' Si.
Leggendo,però, si scopre che, gli altri Paesi, che stanno meglio di noi, nel continente, hanno un Prodotto Interno Lordo con il segno meno davanti:non e' che stiano così meglio di noi!
Mal comune,mezzo gaudio? No di certo ma, se aggiungiamo che, a causa del debito pubblico, ogni cittadino italiano ha sul groppone ben 30.000 euro di debito e che, per i medesimi motivi, ogni cittadino tedesco ne ha 20.000,oppure, ogni cittadino inglese,sempre a causa del debito pubblico della sua Nazione, ha sul groppone (leggi quì) ben 78.000 pounds,(oggi, 1 british pound vale 1.15416667 euro), quello che viene fuori e' un quadro, a tinte fosche, in cui e' di tutta evidenzia che e' l'intera economia del nostro continente ad essere in una situazione drammatica!

Maurizio Pirrotti

giovedì 27 maggio 2010

La Germania potrebbe uscire dall'Euro "dalla sera alla mattina"

25 maggio 2010 (da MoviSol)

Diversi notiziari e bollettini finanziari tedeschi riportano le forti dichiarazioni di Ansgar Belke, direttore di ricerca nell'Istituto tedesco per la Ricerca Economica (DIW - Deutsches Institut für Wirtschaftsforschung): in perfetto accordo con i tempi, l'economista ha valutato che "legalmente, un'uscita volontaria dall'unione monetaria è possibile". Belke è entrato nei dettagli dicendo che "in primo luogo, il marco tedesco dovrebbe essere reintrodotto come unità di conto, con un cambio fisso [rispetto all'euro] per circa un anno. Durante tale periodo, l'euro rimarrebbe la moneta ufficiale mentre verrebbero stampate e coniate [rispettivamente] nuove banconote e monete, destinate a circolare [legalmente] l'anno successivo. Tutte le monete e le banconote in euro sarebbero quindi abolite e l'euro diventerebbe a sua volta una unità di conto. Nell'ultima fase, il cambio valutario tra le due monete sarebbe sospeso, e il marco tedesco ritornerebbe nuovamente indipendente".

Benché Belke ci stia spiegando come si potrebbe, a suo avviso, abbandonare l'euro, non è favorevole a queste misure.

Alfonso Tuor, economista e vicedirettore de Il Corriere del Ticino, già in colloquio con MoviSol sulle frequenze di Radio Padania, si è spinto oltre. In un'intervista per l'EIR, ha sostenuto che "l'uscita della Germania dall'euro deve avvenire dalla sera alla mattina. Non si può fare in un anno; deve essere fatto dalla sera alla mattina, o in un fine settimana. L'annuncio deve essere dato a sorpresa, per esempio dicendo: 'Avete tempo 30 giorni per convertire i vostri euro in marchi tedeschi, e decidere se volete che il vostro debito sia denominato in marchi o in euro'... Deve essere fatto come Nixon fece con l'oro".

La questione del changeover fisico tra le monete è irrilevante, per Tour. "Il denaro circolante è davvero poco. Le masse monetarie sono principalmente elettroniche". Il cambio tecnico tra banconote "è un gioco da ragazzi", da potersi fare successivamente.

Tuor è convinto che la Germania uscirà dall'unione monetaria nel giro di 2-3 mesi, "o anche in un mese". Infatti, nel sistema finanziario "sta venendo giù tutto". Ha poi aggiunto: "Non vedo chi possa intervenire" per fermare questo processo. Il crollo dei mercati azionari sta dando altri effetti, nello svalutare i collaterali delle banche. È una reazione a catena.

"Sono convinto che la partecipazione della Germania nel pacchetto di salvataggio sia il prezzo pagato da quella nazione per uscire dall'euro", ha concluso. In altre parole, presto la Germania dirà: abbiamo già dato, ma ora è finita. Torniamo al marco.

fonte:http://www.movisol.org/10news110.htm

martedì 25 maggio 2010

L'asino e l'alta finanza

Dal blog:" Tra Cielo e Terra"

Qualche tempo fa Billy comprò da un contadino un asino per 100 dollari.
Il contadino gli assicurò che gli avrebbe consegnato l’asino il giorno seguente.
Il giorno dopo il contadino si recò da Billy e gli disse: “Mi dispiace ma ho cattive notizie: l’asino è morto.”
Billy rispose: “Allora dammi indietro i miei 100 dollari”
E il contadino: “Non posso, li ho già spesi”.
A quel punto Billy si fece pensieroso, poi disse al contadino: “Va bene, allora dammi l’asino morto.”
- “E che te ne fai di un asino morto, Billy?”
- “Organizzo una lotteria e lo metto come premio”
Il contadino gli disse ironico: “Non puoi vendere biglietti con un asino morto in palio”.
Allorché Billy rispose: “Certo che posso, semplicemente non dirò a nessuno che è morto”.
Un mese dopo il contadino incontrò di nuovo Billy, così gli chiese: “Come è andata a finire con l’asino morto?”
- “L’ho messo come premio ad una lotteria, ho venduto 500 biglietti a due dollari l’uno e così ho guadagnato 998 dollari”
- “E non si è lamentato nessuno?”
- “Solo il tipo che ha vinto la lotteria, e per farlo smettere di lagnarsi gli ho restituito i suoi due dollari”

Billy attualmente lavora per la Goldman Sachs.

Fonte:http://santaruina.splinder.com/post/22763310/l-asino-e-l-alta-finanza

Europa: quello che non si dice sulla "crisi"

mercoledì 19 maggio 2010

La Merkel e... l'opzione nucleare

Da : informazione scorretta

Prima o poi doveva succedere.
Mentre l'euro è ormai in caduta libera sul dollaro (qui il grafico a tre mesi di EURUSD ),





hanno avuto conferma in serata le voci già anticipate dal blog "il grande bluff" e riprese dal sempre vigile "mercatoliberonews" riguardo la coraggiosa (o disperata) scelta politica tedesca.

Germania, stop alla speculazione

Da reuters:

Il governo tedesco vieterà temporaneamente le vendite allo scoperto sui titoli delle dieci principali istituzioni finanziarie tedesche, a partire dalla mezzanotte di martedì e fino al 31 Marzo 2011 (temporaneamente, oh! qual eufemismo caprino doc, NDFC).
Lo ha annunciato un portavoce del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, aggiungendo che
il divieto riguarderà anche i bond governativi in euro e i credit default swap loro legati.
«Il divieto avrà effetto da mezzanotte», ha detto il portavoce, confermando quanto anticipato da un fonte della coalizione qualche minuto prima.
Si conclude qui il lancio di agenzia.


L'opzione nucleare


Perchè questa scelta equivale all'opzione nucleare?
Perchè di fatto mette fuorilegge gli attacchi speculativi portati dall'estero al centro nevralgico dell'economia tedesca. E' un calcione nel didietro alla speculazione soprattutto angloamericana, che non potrà più speculare al ribasso sulle grandi banche tedesche e sui titoli di stato dell'eurozona e sui CDS dell'eurozona.

In Germania.
Cio' che è più rilevante è che questa mossa mette fine, improvvisamente e con un colpo di firma, alla politica delle belle maniere e del tutto va bene.
Soprattutto, mette la parola fine alla tutela del potere sovranazionale e globale della finanza speculativa sulla pelle dei tedesch... pardon, delle prime 10 istituzioni economiche tedesche.
Vedremo come reagiranno i fondi speculativi.
Forse è un atto coraggioso.
O forse, davanti all'euro che crolla e all'Unione Monetaria Europea che sta per essere consegnata ai libri di storia, è una
disperata mossa tedesca per proteggere il suo interesse tutto tedesco al salvataggio della moneta unica.
Trattasi di strategia dell'"ognun per sè" , che, come è noto, precede la successiva strategia del "si salvi chi puo'", o della dissezione geopolitica globale .

Da Bruxelles, per ora, nessun commento.
Germania ognun per sè, Deutschland Uber Alles.


Italiani, eterni secondi

Reuters conclude con le due seguenti laconiche righe:

Per quanto riguarda l’Italia, fonti vicine alla Consob escludono che al momento ci possa essere una decisione analoga.

Dai noi al massimo Calderoli propone di abbassare lo stipendio dei parlamentari di 250 euro al mese (abbiamo fatto i conti giusti su 5000 euro di stipendio netto base dei deputati, esclusi portaborse, rimborso gruppo parlamentare, etc?)

Italiani, eterni secondi.



Da: informazione scorretta
Link originale
http://informazionescorretta.blogspot.com/2010/05/merkel-e-lopzione-nucleare.html

Per chi fosse interessato: Grecia, il Cavallo di Troia del colpo di stato della Commissione Trilaterale?
oppure:"L'ultimo incontro della Commissione Trilaterale"

lunedì 19 aprile 2010

Humphrey Bogart e le ferrovie

In inglese, il termine Deadline significa scadenza, data limite, termine ultimo.
Nel gergo giornalistico, questo vocabolo, indica il termine di chiusura del giornale che deve andare in stampa. Nel 1952
"Deadline" fu anche il titolo di un film, con Humphrey Bogart come protagonista. Il film trae spunto da una vicenda realmente accaduta: la chiusura di un famoso giornale, il “New York World”, dopo la morte di Joseph Pulitzer.
La trama del film si può così sintetizzare:1) "Un quotidiano in vendita. La doppia battaglia del direttore.Il coraggio della sua onestà. Il direttore non può bloccare la svendita del suo giornale. Sono giochi più grandi di lui.Kim  Hunter e Humphrey Bogart Ma il coraggio, prima di arrendersi, lo spinge ad indagare su un boss della malavita, che una commissione d'inchiesta ha appena assolto. 2)La madre di una ragazza, assassinata dal malavitoso, gli consegna un diario contenente le prove che incastrano il boss. L’ultimo giorno di vita del giornale, il coraggioso direttore, riesce a pubblicare il diario.Solo allora, vincitore a metà, potrà dire addio alla sua carriera e al suo giornale.3)
Nell’ultima scena del film, Humphrey Bogart chiama al telefono il gangster,che è appena riuscito a fare incriminare e pronuncia la celebre frase, diventata proverbio“E’ la stampa, bellezza e non puoi farci niente!”
Il 29 giugno 2009 a Viareggio c'è stato un grave disastro ferroviario. Una tragedia immane che ha causato una strage: 34 morti. Marco Menchini scrive:
"Sono un ex operaio e tecnico verificatore delle ferrovie. Questa testimonianza è a favore delle vittime e dei familiari della strage di Viareggio avvenuta il 29.06.09. Il carro cisterna che ha causato la strage, era deragliato il 22.06.09 a Vaiano sulla linea Firenze-Bologna. Se lo stesso fosse stato controllato sul posto o inviato alla squadra rialzo più vicina (officina) mediante ultrasuoni laser (tecnologia gia esistente 40 anni fa) si sarebbe appurato che l’asse aveva subito dei danni e sarebbe stato sostituito, in 30 minuti di lavoro.
Questa era la prassi di 40 anni fa, oggi la tecnologia ha fatto passi da gigante, treni alta velocità (Roma-Milano) in 3 ore. Ciò è giusto per le esigenze moderne, anche la riduzione di personale può essere accettata, però non a scapito della sicurezza ferroviaria; infatti il settore merci e stato quasi dimenticato: carri obsoleti con oltre 40, 50, 60 anni, non sottoposti a misure preventive di controllo, oltretutto cisterne che trasportano liquidi pericolosissimi che possono esplodere. 32 morti a Viareggio, decine di persone col 60, 70 80, 95% di bruciature su tutti il corpo.
Sono entrato in ferrovia il 15.06.1970 come operaio qualificato nel deposito locomotori a Livorno, già allora veniva un ingegnere da Firenze e controllava gli assi, ogni 1-2 anni venivano fatti questi controlli programmati, oppure se il locomotore o carro aveva subito anche un piccolo deragliamento, magari nel parco merci. Poi sono diventato verificatore, e se succedeva quanto sopra, io fermavo il carro e se non c’era pericolo lo inviavo alla squadra rialzo (officina fs) più vicina per il controllo generale. Il mio compito era di controllare i treni in arrivo e soprattutto in partenza e fare la prova dei freni, poi emettevo un nulla osta chiamato tv 40 che facevo firmare al macchinista in doppia copia , una a me una a lui, poi il capostazione dava il via libera.
In stazione vi era un assistenze di stazione, oggi formatore, che insieme alla squadra di manovra formavano il treno in base al peso, lunghezza, destinazione, etc; poi l’assistente scriveva tutti i n° dei carri scritti sulle sponde dei carri e in altre parti, poi emetteva in doppia copia (M18) che faceva firmare al capotreno o macchinista, una copia rimaneva agli atti in stazione di partenza e una alla stazione di arrivo o di smistamento. Perciò anche se il carro ha preso fuoco rimane il cartaceo o sul computer del n° dei carri. Quando un carro deraglia a volte ci vogliono dei km prima che il treno si fermi, perciò specialmente se il carro è carico è moltissimo sollecitato e gli assi sono i primi a soffrire perché le ruote battono sulle traversine di cemento. Alcuni testimoni hanno visto il treno della strage che emetteva forti scintilli a circa 20 km da Viareggio, senz’altro il carro era frenato e il surriscaldamento per tanti km, per induzione ha fatto si che l’asse già deteriorato per torsione si rompesse (si nota bene dalla foto). La quasi certezza che il carro della strage era lo stesso deragliato a Vaiano e che a Viareggio era il primo di testa, mentre a Vaiano era l’ultimo di coda, questi tipi di treni sono a composizione bloccata, quando arrivano alla stazione d’arrivo vanno allo scarico o carico, poi il locomotore va in deposito e quando deve ripartire la testa diventa coda e viceversa.
Ho visto personalmente più volte dei carri rimasti frenati essere fermati in stazioni successive a quella dove è stata notata tale anomalia; oggi purtroppo le stazioni sono deserte per la riduzione del personale. Bastava che sulla linea ci fossero rilevatori di calore o telecamere collegate col ‘Dco’ e il treno sarebbe stato fermato in tempo evitando la strage. Faccio solo adesso questa denuncia perché sono venuto in possesso delle foto del carro deragliato a Vaiano solo 15 giorni fa."


Marco Menchini

Cosa 'entra questa drammatica testimonianza col film di Humphrey Bogart?
Scrive Beppe Grillo, che ha pubblicato la lettera di Marco Menchini sul suo blog: "Le Ferrovie italiane hanno fatto miracoli. Lo attesta il bilancio 2009. In 4 anni la "razionalizzazione dei costi operativi" ha portato a una riduzione di 1,1 miliardi di euro. L'utile netto è cresciuto del 175% ed è arrivato a 44 milioni di euro. I morti di Viareggio se lo sapessero ne sarebbero contenti". Già, parafrasando Humphrey Bogart: "E' il mercato, bellezza e non puoi farci niente!"

Maurizio Pirrotti



Fonte:1)http://www.archivio.raiuno.rai.it/schede/9016/901654.htm
2)http://www.ilcassetto.it/notizia.php?tid=316
3)http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=26170
4)http://www.beppegrillo.it/

venerdì 12 febbraio 2010

La crisi dell'Eurozona segna il fallimento della politica dei salvataggi del G20

11 febbraio 2010 (MoviSol) - La crisi finanziaria che attualmente colpisce i paesi ad alto deficit dell'Eurozona, come Grecia, Spagna, Irlanda e Portogallo, è la continuazione della fase esplosa con l'insolvenza di Dubai lo scorso novembre. Come scrivemmo in quell'occasione, assistiamo al prevedibile fallimento della politica dei salvataggi bancari a suon di trilioni di dollari, suggerita da Londra e adottata dal G20. Gli stati e le banche centrali hanno acquistato porzioni del debito tossico del sistema bancario privato, aggravando i conti pubblici. Ora, le banche e gli hedge funds usano quei soldi per distruggere le nazioni.Il tentativo dell'UE e del FMI di far pagare la crisi e la loro politica ai cittadini, imponendo draconiane misure di austerità, è completamente incompetente. L'unica soluzione è sostituire il sistema finanziario, irrimediabilmente in bancarotta, con un sistema creditizio.Infatti, se i governi tentassero di applicare le misure di tagli richieste dalla dittatura bancaria dell'UE, il problema si aggraverebbe. Ci sarebbe una spirale deflazionistica, con l'economia che si restringerebbe ad ogni nuovo taglio, dunque aumentando il deficit e giustificando nuove richieste di tagli ecc. L'inevitabile risultato sarebbe il caos sociale. Queste nazioni sarebbero presto di fronte all'insolvenza o, come unica alternativa, alla scelta di abbandonare l'Unione Monetaria, riacquistando la sovranità sulla propria moneta e sulla propria economia.Anche se nell'occhio del ciclone si trovano Spagna e Grecia, la crisi non risparmierà paesi che godono ancora del rating AAA. Il settore finanziario spagnolo è intimamente legato alla City di Londra, grazie all'alleanza tra Santander, la più grande banca dell'Eurozona, e la Royal Bank of Scotland, oggi di proprietà statale. Il crollo della Spagna, una possibilità non più remota, avrebbe effetti rovinosi in Gran Bretagna, che ha un debito del 170% sul PIL se si contano i debiti delle banche nazionalizzate.In un articolo pubblicato il 7 febbraio, il presidente dello Schiller Institute internazionale, Helga Zepp LaRouche, ha scritto che l'Eurozona "si trova esattamente al punto che io previdi quando fu eliminato il marco e fu introdotta l'Unione Monetaria ed Economica: una moneta unica senza unità politica e con un divario enorme di sviluppo economico non poteva funzionare. Dopo una fase iniziale illusoria, in cui i cosiddetti paesi in rincorsa hanno vissuto un boom – leggi: una bolla di cui ora vediamo la dinamica reale – la discrepanza tra i paesi con avanzo di bilancia commerciale (la Germania, l'Olanda, il Belgio e l'Austria) e quelli con disavanzo (Grecia, Spagna, Francia, Portogallo, Irlanda e Italia) si è allargata negli otto anni successivi all'introduzione dell'euro, e ha ora raggiunto il punto di rottura."Se le nazioni europee continueranno a sottomettersi al diktat dell'Impero Britannico – e cioè la dittatura UE e tutti gli aspetti distruttivi della sua politica – esse sprofonderanno presto nella miseria e nel caos. Tra questi aspetti distruttivi ci sono l'ecodittatura della Commissione Europea e la follia del Patto di Stabilità, i criteri del Trattato di Maastricht e il tetto al debito".

"Movimento Solidarietà"
http://www.movisol.org

giovedì 4 febbraio 2010

Gli Stati..... Canaglia - rogue state -

Nel post precedente si e' fatto riferimento alla Cina ed alla sua "potenza economica" e di come, quest'ultima, crei allarme e sconcerto in certi settori che ...contano. Torniamo sull'argomento "Cina: potenza economica" affrontandone, adesso, un altro aspetto. Sentiamo dire spesso che il successo economico della Cina e la competitività delle sue merci, nei mercati internazionali, e' dovuto alla manodopera impiegata, pagata pochissimo.... Quello che sentiamo dire meno spesso e' che la Cina e' una potenza economica grazie sopratutto al controllo che esercita sulla propria politica monetaria. Il trucco se così si può chiamare, di cui la Cina si avvale, e': l'emissione monetaria diretta su mandato statale. 1) Questo e' possibile perchè, in Cina, sia la Banca Centrale che le banche principali, sono tutte controllate dallo Stato. A dire il vero, anche in altre Nazioni del mondo, lo Stato controlla, nel senso che possiede, la propria Banca Centrale come Iran, Corea del Nord e Cuba. Forse sarà un caso ma, queste Nazioni sono considerate ... Stati ....Canaglia. Sono definiti così gli Stati considerati una minaccia per la pace mondiale. Scrivevo prima che Forse sarà un caso ma,un tratto comune degli "stati canaglia" e' che essi non permettono alle loro banche centrali di essere possedute da banchieri internazionali.2) Non lo permettevano l' Afghanistan e l'Iraq . Dopo le invasioni dell'Afghanistan e dell'Iraq, le rispettive banche centrali sono state rifondate: in Afghanistan nel 2002; in Iraq nel 2003. 2) In Cina, sia la Banca centrale che le banche principali, sono tutte controllate dallo Stato ma, la Cina non viene considerata uno stato canaglia. Mmmh, forse perché la Cina ha le bombe atomiche? Non e' che l'Iran vuole dotarsi dell' atomica perché vuole la libertà di scegliersi la sua politica monetaria? (leggi:il trucco del signoraggio e dell'emissione monetaria)

Maurizio Pirrotti

Stati canaglia
I soci privati delle Banche Centrali


1)fonte originale o stampalibera.com o mercatoliberotestimonianze.blogspot.com...
2)it.wikipedia.org/wiki/Stato_canaglia

giovedì 10 dicembre 2009

Il Titanic, la musica ed il rischio di tornare al ...medioevo


Ci sono tante fonti di informazione a cui un cittadino può attingere: stampa, tv, internet e a proposito di internet, ci sono tanti blog e tra questi, alcuni, "non allineati". Tra i "non allineati" c'è Oliveri Libera che"dice", proprio perchè "Libera" quello che "i media mainstream" spesso, non dicono. Si, lo so, ci sono lettori che nel blog vorrebbero trovare "solo", o, prevalentemente, "notizie" che riguardano Oliveri... Come se Oliveri fosse un' isola felice e i "brutti" fatti del mondo non la riguardassero! Sarebbe bello ma, purtoppo così non e'. Sta accadendo nel mondo qualcosa di "terribile" che avrà inevitabili ripercussioni nefaste anche nella nostra piccola comunità. Trovo giusto "parlarne" anche perchè, non e' "chiudendo gli occhi" che i problemi scompaiono... L'argomento e': la crisi economica. Ci dicono che sta finendo e che la ripresa e' vicina. Non ci sono soldi per sanità, scuola, servizi sociali e si effettuano "tagli" sui trasferimenti agli enti locali e pensioni ma, i governi trovano, eccome, miliardi di euro per salvare le banche danneggiate dalle loro folli scommesse. Perche'?
Per quanto riguarda l'Italia, scrive Paolo Barnard: "Il sistema bancario italiano vale 277 miliardi di euro ed e' indebitato per 718 miliardi di euro.... E’ indebitato per il triplo di ciò che vale.1) " In tutto il mondo, gli Stati, indebitando i cittadini, intervengono per tentare di salvare le banche ..."ricattati dal fatto che se non le salvano queste ci rovinano del tutto. E’ come se un alcolizzato ti sfascia l’auto, e non solo non ti paga il danno, ma sei tu che devi pagargli la disintossicazione se no quello ti sfascia pure la casa. E’ esattamente così!1) " . Per salvare le banche, i Governi, i soldi li prendono dalle nostre tasse e poichè non bastano, si indebitano, ulteriormente, con le Banche Centrali che, a loro volta, stampano moneta a più non posso, ipotecando il futuro dei cittadini. Dissanguati da questi "salvataggi", gli Stati, nei prossimi mesi, per evitare il fallimento delle finanze pubbliche, dovranno mettere ancora le mani nelle tasche dei cittadini aumentando le tasse in modo significativo e questo avrà conseguenze immediate e brutali:2) le famiglie si impoveriranno ancora di più ! "Dominique Strauss-Kahn, la scorsa settimana ha avvertito che le “azioni di stimolo” dell’Occidente (che essenzialmente consistono nello stampare moneta senza che ci sia nulla a sostenerla), sono diventate ora una “minaccia alla democrazia”, poiché si prevede che milioni di persone reagiranno con violenza nei confronti dei loro governi e contro coloro che hanno rubato i loro soldi e il loro futuro".
Per quanto riguarda gli U.S.A. si parla apertamente della possibilità di una guerra civile dopo che l’entità delle devastazioni e dei saccheggi subiti dai cittadini statunitensi, ad opera delle loro banche, sarà nota ”.
Lyndon La Rouche propone da anni una "nuova Bretton Woods" " ed una riorganizzazione "fallimentare" di tutto il sistema, per evitare il tracollo che si va delineando. E in Italia?
Il "made in Italy" di cui andavamo tanto orgogliosi, praticamente, rischia di scomparire e chi, prima, "si approvvigionava del prodotto finito italiano adesso si rivolge altrove per prodotti meno costosi realizzati in Oriente"1)
. Come se non bastasse, migliaia di imprese, in ogni settore, hanno chiuso o sono fallite. Altre sopravvivono come degli zombie mantenute in vita artificialmente da soldi pubblici o da incerti progetti di "ristrutturazione" ... La disoccupazione dilaga ... I nostri parlamentari, mentre siamo in mezzo ad una "crisi planetaria di portata epocale", si occupano e si preoccupano di... coca e donnine, trans e "No Berlusconi day"..etc etc.. Nello sfacelo mondiale, che si profila all'orizzonte, il nostro Parlamento, sembra popolato dagli orchestrali del Titanic: suonano mentre la nave (l'Italia) affonda! ... Eppure, c'è chi come Eugenio Benetazzo, in Italia, propone soluzioni per evitare il peggio:«abbattimento coatto del 75 % degli emolumenti e compensi ad europarlamentari, senatori, deputati, consiglieri regionali e comunali»; il «ripristino della sovranità monetaria del popolo italiano» con l'«istituzione della Banca Nazionale del Popolo Italiano, ente pubblico interamente detenuto dal Ministero del Tesoro» e la «coniazione di una moneta succedanea all’euro e conseguente definizione di un sistema monetario a doppia circolazione valutaria»; «embargo commerciale contro Cina, India e Turchia»; «istituzione dell giurie popolari e delle taglie di cattura per i reati di mafia ed associazione a delinquere contro la persona e contro il patrimonio», l'«istituzione del mutuo sociale per l’acquisto integrale della prima casa, con l'erogazione fino a 250mila euro»; e infine l'«istituzione delle no tax area in Sicilia, Sardegna, Calabria, Campania, Puglia, Basilicata e Molise» etc. etc. Non so se sono misure sufficienti ad evitare l'"Armageddon" imminente ma, tra i nostri parlamentari"orchestrali", c'è qualcuno disposto ad ascoltare?

Maurizio Pirrotti


FONTE: POLITICALTHEATRICS.NET
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6557
1) Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_stampa.php?id=157
2)fonte:http://informazionescorretta.blogspot.com/2009/12/geab-39-parte-ii.html
fonte:http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6560

mercoledì 28 ottobre 2009

Report, la Cina e il segreto della... moneta

DI NICOLETTA FORCHERI
mercatoliberotestimonianze.blogspot.com/

Intervista a Marco Saba, studioso del Centro Studi Monetari, autore di “Bankenstein”, “O la banca o la vita” e di “Moneta Nostra”, quest’ultimo in attesa di pubblicazione.

In Report di domenica scorsa, sul debito pubblico, il nodo del problema è stato affrontato?

La Gabanelli ha inquadrato il problema dal solito punto di vista e cioè che lo Stato per autofinanziarsi può unicamente aumentare le tasse o emettere nuovo debito nella forma di titoli di stato. E’ il tipico atteggiamento che dimentica che esiste anche l’emissione monetaria. Con il sistema attuale, lo Stato emette titoli del debito poi monetizzati dalle banche. Se lo Stato invece emettesse moneta sovrana com’erano i biglietti di Stato, non solo rimborserebbe il debito pubblico ma dimezzerebbe pure l’inflazione.

Ma dal punto di vista tecnico, gli esperti dicono che se lo Stato emette direttamente moneta, aumenta per l’appunto l’inflazione.

E’ un argomento pretestuoso. Al contrario, con l’emissione diretta di moneta si riduce di metà l’inflazione. Come? Emettendo direttamente moneta, lo Stato non avrebbe bisogno di stampare anche i titoli del debito che scomparendo dalla circolazione, dimezzerebbero effettivamente gli strumenti monetari disponibili. I titoli di stato aumentano infatti la massa monetaria perché sono sempre stati considerati uno strumento super liquido, come i contanti, dal mercato finanziario. E per di più fanno anche guadagnare: sono una rendita parassitaria.
Il meccanismo di produzione monetaria in cambio di titoli del debito pubblico è un trucco per privatizzare gli utili e socializzare le perdite dell’elite che si nasconde dietro ai proprietari delle grandi banche d’affari.

Ma c’è un’altra obiezione, di tipo politico: come può lo Stato emettere moneta visto i vincoli del Trattato di Maastricht e della politica monetaria europea?

Il Trattato UE non prevede in alcuna sua parte che gli Stati membri non possano emettere una moneta diversa dall’euro e a corso libero. Questo è particolarmente evidente nel caso della Gran Bretagna che, pur partecipando alla BCE, emette banconote in sterline.

Quanto ci costa questo giochetto dei titoli di Stato?

Tremonti l’ha detto a Report: dobbiamo emettere 500 miliardi di titoli del debito all’anno, un importo che cresce annualmente, con l’aumentare del debito pubblico, in modo apparentemente inarrestabile (si autoalimenta). Considerando che il costo cash per lo Stato del rinnovo del debito è del 5% del PIL (in contanti), significa che lo Stato deve pagare quest’anno circa 63 miliardi di euro prelevandoli dalle tasche dei cittadini: un vero e proprio pizzo..

Se la soluzione fosse così semplice, perché nessuno ci pensa?

Primo, perché oltre all’eliminazione dell’inflazione, si eliminerebbero anche le rendite dei cosiddetti “rentier”, che sono le cinquanta famiglie che da cento cinquant’anni tengono in scacco il paese. Secondo, perché chi elabora piani in tal senso si ritrova spesso con grossi problemi di salute (vedi Sharon).

Come mai in Cina la crisi non si fa sentire?

Sulla Cina, l’economista Fedele De Novellis dell’università di Genova dice a Report che il paese fa tutti gli investimenti necessari per la ripresa e l’economia del paese. Ma De Novellis non spiega che la Cina può fare questi investimenti senza debito grazie al signoraggio statale percepito sull’emissione monetaria che vale circa il 7% del PIL(2) mentre da noi il signoraggio privato sulle banconote in euro assorbe il 5% del PIL. Con una differenza per le entrate statali del 12% del PIL tra attivo e passivo, che ci condanna al debito e alla perdita costante di competitività rispetto alla Cina. Infatti sia la Banca centrale che le banche principali cinesi sono tutte controllate dallo Stato. Come in Iran, Corea del Nord e Cuba.

Iran, Corea del Nord e Cuba sono considerati paesi canaglia, come mai non la Cina?

Perché la Cina ha le bombe atomiche, gli altri paesi no. Quindi quando uno Stato cerca di dotarsi della bomba atomica, probabilmente è perché vuole la libertà di scegliersi la sua politica monetaria. Il caso italiano invece è una patologia a parte: abbiamo le atomiche ma non abbiamo capito la loro funzione…

Se capisco bene, la questione monetaria influenza i rapporti diplomatici e le scelte geopolitiche?

Si, dobbiamo tener presente che in questo momento stiamo assistendo a uno scontro tettonico tra la piattaforma economico-bancaria occidentale e quella islamica, mentre la Cina sta alla finestra a guardare e probabilmente, sgombrato il campo, nascerà lì il prossimo impero economico-bancario. Da questo punto di vista, i suoi partner naturali saranno Russia e Sud-America.

In cosa consiste lo scontro tettonico?

Ufficialmente è uno scontro religioso tra islam e occidente ma in realtà verte sul mercato monetario e la concezione di far banca. Fondamentalmente, il sistema bancario occidentale si appropria sia del capitale sia degli interessi mentre la banca dell’islam si appropria solo del capitale, poiché gli interessi sono proibiti dalla shari’a. Inoltre un concetto che appare tanto rivoluzionario in Europa come quello di reddito di cittadinanza è già in vigore da anni in alcuni paesi arabi.

Quanto conta il petrodollaro in questo scontro?

Saddam Hussein è stato catturato e ucciso perché aveva iniziato a vendere il petrolio in cambio di euro. In realtà petrodollaro significa l’obbligo di acquistare il petrolio in dollari, in particolare in titoli del debito USA, aumentandone artificialmente la domanda. Il giochetto di produrre titoli in eccesso è stato tirato al massimo e la Cina che sta dando segni di impazienza, con il controllo della sua politica monetaria sta conquistando sfere di influenza in concorrenza con l’Occidente.

Si può riassumere affermando che la tanto vantata competitività della Cina risiede solo in questo?

Si, direi in modo prevalente. In realtà questo è il vero tabù. Infatti, è nell’interesse dell’elite occidentale dire che i cinesi riescono a fare prezzi bassi perché lavorano come schiavi, per non rivelare il trucco cinese dell’emissione monetaria diretta su mandato statale.
Se volessimo fare la stessa cosa che fa la Cina, saremmo in grado di proporre un modello concorrenziale sicuramente migliore perché da noi, almeno in teoria, esiste un controllo democratico dello Stato. Ma sarà difficile, in Italia, con l’élite attuale che presenta un coraggiogramma perfettamente piatto…

Intervista a cura di Nicoletta Forcheri
Fonte: http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com/
Link: http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com/2009/10/intervista-marco-saba-cina-cresce-con.html
27.10.2009

(1) Moneta Nostra si può scaricare dal sito http://www.scribd.com/doc/20265666/Moneta-Nostra
(2) http://publi.cerdi.org/ed/1998/1998.21.pdf

lunedì 26 ottobre 2009

Il Cile, il salmone e...l'influenza


da: Voci Della Strada
... Il Cile è il secondo produttore mondiale di salmone, dopo la Norvegia, e ne esporta annualmente quasi mezzo milione di tonnellate. L’esportazione del salmone segue per importanza quella del rame e della cellulosa. L’acquicoltura del salmone nel Cile è la più produttiva al mondo, per la ricchezza, la fertilità dell’area marina delle Isole di Chiloè. Attualmente ci sono circa 5.000 ettari di mare dedicati all’acquicoltura del salmone concentrati in appena 300 km, con 600 aziende e circa 120 milioni di salmoni. In questo settore lavorano 50.000 persone, approssimativamente, ed il 70% sono donne ( il 90% nelle piante di lavorazione). Il lavoro dei sub è pericoloso e gli incidenti sono frequenti. Nel processo produttivo si impiegano grandi quantità di fungicidi, insetticidi e antibiotici. Si calcola che nel 2008 sono stati usati 0,07 grammi di antibiotici per tonnellata di salmone in Norvegia e 560 grammi in Cile (il 40% di chinoloni). Si aggiungono problemi ambientali: fuga dei salmoni (specie invasive europee)- un milione annualmente-; pesca eccessiva di sardine, suro e altri pesci per per l'alimentazione dei salmoni, e l’inquinamento e l’occupazione del mare in competizione con altre attività, come la pesca artigianale e il turismo. Quello che è certo è che i salmoni che scappano non possono essere pescati perché continuano ad essere proprietà delle industrie;Inoltre, l'eccessivo sfruttamento per nutrire i salmoni, lascia i pescatori artigianali senza sostentamento. Durante quest’anno, il prezzo del salmone norvegese è salito da 2,81 a 4,34 euro.
Come conseguenza, le azioni della più grande azienda di salmone del mondo, la norvegese Marine Harvest, sono salite di un 270%. Sono salite anche le azioni di un’altra azienda nordica dedicata alla produzione di alimenti per salmoni e trote, la Cermaq. L’aumento del prezzo del salmone norvegese è dovuto alla caduta della produzione del salmone cileno, di un 75%. La causa? La morte dei salmoni in Cile per l’enorme incidenza dell' anemia infettiva del salmone, ISA (da infectious salmon anemia). L'anemia infettiva del salmone è causata da un virus, probabilmente portato dall’Europa, dalla Norvegia, dove l' ISA fu un problema serio negli anni 80 e 90 del secolo scorso. L' ISA è apparsa per la prima volta in Cile nel 2007, e la sua diffusione ha probabilmente avuto a che fare con la piaga dei pidocchi del mare (Caligus). I pidocchi del mare hanno approfittato delle condizioni estreme di concentrazione di milioni di salmoni per crescere in modo incontrollato e per rendersi resistenti ai diversi pesticidi (usati imprudentemente in quantità crescenti e senza controllo). I pidocchi pizzicano e distruggono la pelle dei salmoni e questo facilita la trasmissione dell' ISA.Questa fu combattuta in Norvegia sacrificando gli animali, le quarantene e la pulizia, ma tutto è stato più facile lì, per la minor concentrazione di sfruttamento. In Cile si è iniziata una campagna manuale di vaccinazione dei salmoni ad uno a uno, oltre a spostare le gabbie più a sud, in acque più fredde e per ora non inquinate. Ma si calcola che la produzione impiegherà cinque anni per un recupero e già ci sono stati fino a 20.000 licenziamenti tra i lavoratori del settore. Le aziende hanno dovuto affrontare debiti milionari (intorno ai 1.500 milioni di euro) e, per rinegoziare il debito, lo Stato del Cile ha trasformato le concessioni, rendendole perpetue e ipotecabili. Di fatto, ha privatizzato il mare a scapito di ogni interesse nazionale.
Il virus che causa l' anemia infettiva del salmone colpisce principalmente gli endoteli vascolari che causano emorragie profuse. E’ un virus RNA, della famiglia degli Orthomyxoviridae, del tipo Isavirus. Cioè, è un virus dell’influenza del tipo che provoca l’influenza negli esseri umani, suini e volatili, ma per adesso non ha causato il minimo danno sulla salute dei lavoratori nè consumatori. In ogni caso, la storia dell' anemia infettiva del salmone ha dei punti in comune con i problemi che abbiamo a causa degli eccessi dell’industria dell’allevamento, “mucche pazze”, influenza aviaria e influenza A.
Soprattutto, dimostra che i governi non sono liberi, e che non prendono in modo indipendente, le decisioni che riguardano la loro sovranità e il benessere delle popolazioni che rappresentano. La gestione dell’influenza A è un buon esempio, con ritmi e allarmi marcati da agenti non identificati pubblicamente, con protocolli, medicine, vaccini, mascherine, saponi, aerosol, campagne che generano milioni di euro di profitti e cattive condizioni di salute.

Juan Gérvas


Fonte: http://www.migueljara.com/2009/10/09/tras-la-pandemia-de-la-gripe-del-cerdo-¿vendra-la-gripe-del-salmon/

Fonte:
http://www.migueljara.com/2009/10/09/tras-la-pandemia-de-la-gripe-del-cerdo-¿vendra-la-gripe-del-salmon/
Tradotto per Voci dalla Strada da
VANESA
Articoli correlati:LA PRIVATIZZAZIONE DEL MARE

domenica 25 ottobre 2009

Le pensioni e ...la pasta

Un amico e' andato in pensione,insieme alla moglie,poco prima dell'estate. Dopo mesi, nell'incontrarci, oggi, pronunciando le solite frasi di circostanza:"Finalmente ti riposi!"oppure"Ora, finalmente, avete più tempo per voi stessi e per godervi la famiglia!" ho notato un velo di tristezza nei suoi occhi. Fino a pochi mesi fa, lavorando, godeva di un reddito superiore ai 1000 euro mensili, adesso, dopo trent'anni di lavoro, la sua pensione e' di 700 euro... cosi' anche la moglie. Mi e' toccato dire che sono comunque fortunati: chi andra' in pensione nei prossimi anni sara' in una situazione ancora peggiore, per effetto dell'accanimento di quelle riforme pensionistiche che, tutti i governi, che si sono succeduti dal 1994, si ostinano a volere nonostante, l'INPS, nel settore previdenza, goda ottima salute. L'Inps per il 2008, ha chiuso con un avanzo di oltre 11 miliardi di euro! 1) . Poco più tardi, mentre si discuteva di pensioni e di come,nel giro di pochi mesi, molti italiani si siano ritrovati piu' vecchi e più poveri, una signora e' intervenuta nella conversazione parlando di .. pasta. Sono straordinarie le donne, vanno subito al sodo:"Non solo si hanno meno soldi da spendere, e' tutto più caro!". La pasta costa in media più di un euro e cinquanta al chilo,quasi tremila delle vecchie lire, tre volte tanto i prezzi di qualche anno fa! Come nel caso delle pensioni, anche quì non se ne capisce il motivo:Il grano, nel giro di pochi mesi ha dimezzato le quotazioni ed il prezzo,sia del grano duro che tenero, e' al minimo storico, attorno ai 0,28 euro al chilo! 2) Si capiscono bene,invece, i motivi del calo generale dei consumi: l'Enel ha comunicato che a settembre sono calati i consumi di energia elettrica 3) e sono calati pure i consumi petroliferi4) e ,cosa drammatica, anche quelli di prodotti alimentari 5)! Il motivo e' l'impoverimento generale della popolazione italiana che costringe la gente a risparmiare su tutto... Farebbero meglio a impegnare il proprio tempo a cercare di risolvere questi problemi, i politici, mica li paghiamo per sniffare o per andare a trans e bottane!

Maurizio Pirrotti

1)http://archiviostorico.corriere.it/2009/marzo/19/Pensioni_Inps_attivo_riforma_non_co_8_090319001.shtml
2)http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-634982/prezzi-coldiretti-grano-dimezza/
3)
http://www.pressweb.it/10/08/terna-calano-i-consumi-di-energia-elettrica-a-settembre.htm
4)http://www.ecoblog.it/post/2010/calano-i-consumi-di-petrolio-in-italia
5)http://www.tuttoconsumatori.it/archivio/2008/07/calano_i_consum.shtml

lunedì 12 ottobre 2009

Anche i ricchi piangono......

Un articolo di giovedì, 12 marzo 2009 postato da rezarez:

money

" Tra i tanti effetti della crisi globale, c'è anche l'aver radunato 355 delle persone più ricche del pianeta in una nuova categoria, quella degli ex miliardari. Il numero di Forbes in edicola oggi dice che i 355 paperoni - dall'ex numero uno di Citigroup Sanford "Sandy" Weill al tycoon russo ed ex agente del Kgb Alexander Lebedev ad Allen Stanford, sotto inchiesta per uno schema Ponzi - sono usciti dalla lista dei più ricchi stilata annualmente dalla rivista.Altre 18 persone che figuravano nell'ultima lista sono morte, mentre 41 sono le new entry.Nel complesso, i miliardari nel mondo sono attualmente 793, con un gruzzolo totale di 2.400 miliardi di dollari, contro i 1.125 di un anno fa che insieme detenevano 4.400 miliardi di dollari.Fra i 355, l'ex numero uno di American International Group Maurice "Hank" Greenberg, l'ex capo della Walt Disney Michael Eisner, l'investitore nel settore del private equity J. Christopher Flowers, e l'indiano Vijay Mallya che controlla Kingfisher Airlines.Ma neppure i più ricchi del mondo hanno avuto un anno memorabile. Complessivamente il co-fondatore di Microsoft Bill Gates, il presidente di Berkshire Hathaway Warren Buffett e il tycoon messicano Carlos Slim hanno perso il 38%, scendendo da 180 a 112 miliardi di dollari.A perdere la cifra più consistente è stato Anil Ambani, presidente dell'indiana Reliance Communications: il valore netto del suo patrimonio è sceso da 31,9 miliardi di dollari a 10,1 miliardi.L'indiano Lakshmi Mittal, a capo di ArcelorMittal SA, ha perso 25,7 miliardi di dollari, mentre Buffett, Slim e KP Singh dell'indiana Dlf hanno perso 25 miliardi di dollari a testa.A perdere il maggior numero di miliardari sono stati gli Stati Uniti, passati da 469 a 359. La Russia è scesa da 87 a 32, e l'India da 53 a 24..."

Dal sito: http://dovevailmondo.splinder.com/

lunedì 14 settembre 2009

Tremonti, l'impero romano ed il Nuovo Ordine Mondiale

1)"Abbiamo corso il rischio di avere gli effetti disastrosi di una guerra senza aver combattuto una guerra. Siamo andati vicini a una rottura del sistema, molto vicini all'interruzione radicale dei meccanismi finanziari con effetti sociali. E ne siamo usciti evitando gli effetti di una guerra che non nabbiamo mai dichiarato con il principio di un nuovo ordine mondiale. E' iniziato il disegno di una nuova 'tabula mundi'".Ha proseguito il ministro:2""Non so il formato, se G7, G14 o G20, la questione fondamentale è sui contenuti, si sta formando una nuova governance del mondo, la meccanica politica sta cambiando, il valore storico è uguale a quando cadde l'impero romano"....

1)Gubbio (Perugia), 12 set. - Fonte:Adnkronos
2)http://www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?art_id=781893

giovedì 10 settembre 2009

Milton Friedman & i Chicago Boys

Una pletora di economisti formati presso l'università di Chicago ed il loro mentore Milton Friedman, hanno fornito la base teorica a quel processo di privatizzazione e liberalizzazione dell'economia che ci ha condotti al disastro planetario.
Naomi Klein, in questo filmato,
1) presenta una ricostruzione degli eventi basata sulla teoria dello "shock" tanto cara a Friedman. Sulla crisi economica e non solo su quella, il film fornisce una chiave di lettura un tantino diversa2) da quella propagandata dai media...... Vi avverto che il filmato presenta delle scene molto dure:se ritenete possano turbarvi, non lo guardate!



1)filmato dal blog http://tuttouno.blogspot.com/
2)La traduzione italiana è stata realizzata dalle ragazze e dai ragazzi del Laboratorio contro la Guerra Infinita.

Bot:si incassa meno di quanto si investe

Per i titoli di Stato a tre mesi, record negativo: i risparmiatori incasseranno lo 0,08% in meno di quanto hanno investito. Modestissimo, nell'ordine dello zero virgola, il rendimento dei bot semestrali o annuali. Nonostante rendano praticamente nulla, la domanda per questo tipo di strumento finanziario rimane alta: "1)Il Tesoro ha assegnato 4 miliardi di Bot trimestrali e 7,5 miliardi di titoli annuali a fronte di una richiesta superiore che, per le due spezzature, era stata rispettivamente pari a 9,6 e 12,9 miliardi". Chi compra? Le banche che investono così l'enorme massa monetaria messa loro a disposizione dalle banche centrali. Tutto questo accade mentre il 25% degli italiani fa fatica a pagare lebollette a fine mese ed il 17,6% addirittura a comprare il cibo.2)

1)http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/economia/bot-calo/rendimento-negativo/rendimento-negativo.html
2)http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/economia/consumatori/rapporto-coop/rapporto-coop.html

giovedì 3 settembre 2009

La bocca della verità

Tremonti, al Meeting Internazionale di Rimini il 28 agosto 2009:
1) "
Le decisioni finora prese dal G8 e dal G20 hanno impedito "un collasso del sistema", ma una cosa è certa, e la dico perché è quello che penso, e la verità va onorata: in una crisi da "eccesso di debito" come quella attuale, bisogna scegliere che cosa si può e si deve salvare. Ho detto più volte che per me questo significa le industrie, le famiglie. Chi ha fatto scommesse, si è preso il rischio di perdere tanto. Perciò, la scelta deve essere quella di usare gli strumenti pubblici per salvare il buono. Non è stato fatto esattamente così. In molti paesi è stato scelto di salvare le banche. Su questo ci deve essere una riflessione!"..... E se lo dice Lui....!

1)http://www.movisol.org/09news160.htm
2)http://www.agichina24.it/notiziario-cina/

LaRouche

1) " ... Il mercato globale dipende oggi dal margine cruciale di una massa di debito nominalmente denominata in dollari e in larga misura senza valore, debito di un sistema finanziario e monetario mondiale disperatamente in bancarotta, per il quale Joseph Stiglitz ha proposto la terapia consistente nel trasformare il FMI in una "bad bank" globale..."1)

1) "...In altre parole, fermo restando l'assetto di questa forma tumorale di "globalizzazione" in cui, con l'illusione tipica della "Torre di Babele", ogni nazione vede dipendere la sua esistenza fisica da ciò che è prodotto in altre nazioni e contemporaneamente tutte le nazioni sono controllate, dall'alto, dai mercati finanziari internazionali ormai in caduta accelerata dal settembre 2007, il collasso del dollaro americano potrebbe verificarsi in ogni momento, prima o dopo il 12 ottobre 2009. Ciò significa a sua volta il collasso a catena dell'intero pianeta in una nuova epoca buia, che porterebbe la popolazione mondiale, nel giro di due generazioni, dai livelli ora stimati di 6,7 miliardi di individui ai livelli di circa 2 miliardi o meno..."1)

1) http://www.movisol.org/09news161.htm