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lunedì 13 settembre 2010

sabato 11 settembre 2010

Oggi e' l' anniversario dell'11 settembre 2001.

Mi piace ricordarlo così.



(Il documentario completo è gratuito e online. Se ritenete che sia un buon lavoro e volete premiarlo, potete acquistarne una copia su Luogocomune)



11 settembre : Se esiste il “complottismo” è colpa vostra. Lettera aperta ai giornalisti italiani.

Questa lettera è indirizzata in particolare a Piero Angela, Gianni Riotta, Vittorio Zucconi, Guido Olimpio, e più in generale a tutti quei giornalisti che sostengono la versione ufficiale sull’11 settembre, e che etichettano sistematicamente chi non ci crede come “complottista”, “venditore di fumo”, o peggio ancora come “persona falsa e menzognera”.

Per quanto siate personaggi molto diversi fra voi, infatti, vi accomuna questo palese senso di fastidio, rispetto al cosiddetto “complottismo”, che emerge ogni volta che vi troviate ad affrontare questo scomodo argomento.

Ebbene, dovreste sapere che se il “complottismo” sull’11 settembre esiste, è prima di tutto colpa vostra.

Se infatti voi, essendo giornalisti, aveste posto le domande più ovvie che ciascuno nei vostri panni avrebbe dovuto porre, di fronte alla versione ufficiale che vi veniva raccontata, le cose sarebbero sicuramente andate in modo diverso.

Nei giorni dopo gli attentati avreste potuto domandarvi, ad esempio, ...


... “perchè non ci viene mostrato un solo video in cui si vedono i terroristi imbarcarsi sui voli dirottati?” Come tutti sanno gli aeroporti di Boston, Newark e Dulles – tre fra i maggiori aeroporti degli Stati Uniti - hanno centinaia di telecamere di sicurezza che riprendono ininterrottamente tutto quello che avviene al loro interno. Devono quindi esistere le immagini di tutti i 19 dirottatori che fanno il check-in, che procedono attraverso i controlli di sicurezza, e che finalmente si imbarcano sugli aerei da dirottare. Perchè non ce ne hanno mostrato nemmeno una?

Oppure avreste potuto domandarvi come è possibile che la sera del 10 settembre sia stato messo sulla scrivania di Bush un dettagliato piano per attaccare militarmente l’Afghanistan, da far firmare al presidente al suo rientro dalla Florida? Questo significa infatti che gli attentati della mattina seguente sarebbero stati solo una curiosa coincidenza, che ha offerto agli americani una splendida motivazione per mettere in atto un piano già pronto fin nel minimo dettaglio. Davvero la cosa non vi è parsa strana?

Oppure avreste potuto domandarvi come possano delle persone che non hanno mai pilotato un jet nella loro vita, saltare ai comandi di un Boeing da cento tonnellate e compiere acrobazie, come quelle descritte dai controllori radar l’11 di settembre, definite “praticamente impossibili” da piloti professionisti con 30 anni di carriera alle spalle. Da quando in qua è sufficiente esercitarsi su un piccolo monomotore da turismo, per passare direttamente ai comandi di un Boeing di quelle dimensioni, e fargli fare virate, picchiate e voli radenti ai limiti delle loro prestazioni?

Oppure ancora, avreste potuto domandarvi dove sia finito il Boeing caduto in Pennsylvania, del quale non ci fu mostrato un solo motore, un solo troncone di fusoliera, un pezzo di ala, un carrello, o un timone di coda. Avete mai visto un incidente aereo nel quale non compaia un solo rottame del velivolo, nel punto in cui è caduto?

Queste sono tutte domande perfettamente legittime e razionali, che non richiedono certo la “mente contorta” di un “disadattato sociale” – come ama definirci Piero Angela - per essere formulate. Anzi, richiedono soltanto un minimo di buon senso, da parte di chiunque.

Eppure voi non le avete mai poste.

Voi avete accettato la versione ufficiale a scatola chiusa, senza mai sollevare il minimo dubbio su quanto vi veniva raccontato, nonostante certe incongruenze palesi e ingiustificabili.

Ecco perchè è nato il “complottismo” sull’11 settembre. E' nato perchè voi le domande più ovvie e naturali non le avete mai poste, e quindi abbiamo dovuto farlo noi.

E la tragedia - sia detto per inciso – è che a tutt’oggi quelle domande non abbiano ancora avuto una risposta.

Smettetela quindi di appiccicare etichette gratuite a chi si è assunto responsabilità che spettavano a voi in primo luogo, e fatevi piuttosto un profondo esame di coscienza, sul vero motivo che vi abbia portato a chiudere ambedue gli occhi su un episodio così grave ed importante della nostra storia più recente.

Affinchè il Male trionfi – scrisse qualcuno – è sufficiente che gli uomini di buona volontà non facciano nulla.

Massimo Mazzucco
Luogocomune.net

Aggiornamento
Interessante: - Punto di fuga- di Gianluca Freda

lunedì 9 novembre 2009

9 novembre 1989


Il 9 novembre del 1989 crollò, in diretta televisiva, il "Muro" di Berlino. Ero incollato, anch'io, davanti alla televisione, con la trepidazione di chi e' consapevole di essere testimone di un evento epocale, di quelli che cambiano la storia. Ricordo folla festante, brindisi e file di piccole automobiline che attraversavano il confine cariche di persone, bagagli, speranze, sogni... Non so se ne siano mai state prodotte al mondo di piu' brutte ma, sara' perche' sapevo che erano realizzate con una plastica speciale rinforzata con lana o cotone o, forse,sarà stato per via della strana forma che mi ricordava la Prinz di quand'ero bambino, nel guardare in tv tutte quelle Trabant, in fila, provavo... tenerezza. Erano auto spinte da un motore a due tempi di 500 cc da 25 CV raffreddato ad aria, privo di valvole, albero a camme, cinghie dentate o catena di distribuzione e pompa dell’olio e dal tubo di scappamento usciva un "fumazzo" che,a dire il vero, di tenerezza ne faceva un pò meno. Per passare da zero a cento km/h ci mettevano una eternità ma poi,con calma e "sanguefreddo" potevano superare anche i 112 Km/h di velocità massima. Io, quell'anno, guidavo una Citroen 2 cv 4 spinta da un propulsore francese da 425 cc che, da zero a cento non arrivava manco se ti mettevi a pregare e, in discesa, col vento a favore, poteva anche arrivare a lambire gli 80 km/h ma... raramente ci riusciva. Vuoi vedere che sarà stato per solidarietà automobilistica che ho provato una istintiva simpatia per quei tedeschi...!

Maurizio Pirrotti

ps

A proposito di muri: ce ne e' uno di cui si parla raramente e non si trova in Germania...


Un altro "Muro" separa il Messico dagli Usa (quì),un altro "Muro"ancora, divide la citta di Bagdad e ce ne e' uno pure a Padova. Caspita, viviamo in un mondo pieno di m..uri!