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domenica 20 marzo 2011

La fine della sovranità italiana

DI Pino Cabras da Megachip.info

Trovarsi in guerra senza nemmeno sapere perché. Questo ormai tocca in sorte a milioni di persone, milioni di telespettatori che prima assistevano ai salamelecchi pro Gheddafi e ora vedono le immagini dell’attacco militare occidentale, poi vedranno una guerra ancora più grande e catastrofica. Era un’altra musica nell’ottobre 2008, quando Giulio Andreotti, Nicola Latorre, Vittorio Sgarbi e Beppe Pisanu erano al cospetto del Colonnello con la loro brava fascia verde e il cappello bipartisan in mano, grati per il fresco impegno libico che salvava la banca Unicredit dal disastro innescato dagli scricchiolii finanziari dell’Impero in crisi. La spola di politici italiani per Tripoli era continuata per anni, sotto l’occhio benevolo di Re Bunga Bunga. Ma ora hanno tutti votato per la guerra. Perché?
Escludiamo i motivi umanitari. Nicolas Sarkozy solo pochi mesi fa offriva aiuti militari a Ben Alì per soffocare nel sangue l’inizio della rivolta tunisina. David Cameron e Barack Obama non hanno mica bombardato i carri armati del re del Barhein, che invece continua a sparare sulla gente che protesta, mentre l’Onu dorme. Zapatero e Berlusconi non hanno offerto le loro basi per imporre un’urgente No Fly Zone sopra il cielo di Gaza mentre Israele bruciava la popolazione civile con il fosforo bianco e le bombe Dime. Piero Fassino, responsabile esteri del Pd, durante la strage di Gaza, esprimeva solidarietà a Israele. Nessuno convoca il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per ordinare lo stop ai droni di Obama che un giorno sì e l’altro pure fanno strage fra i civili in Pakistan. Gli esempi diventerebbero decine, a cercarli, ma la facciamo breve: le guerre non sono mai mosse da motivi umanitari. Le guerre “umanitarie” sono così umanitarie che bombardano gli ospedali, sempre. Stavolta persino dal primo giorno. I moventi, se non siamo gazzettieri a rimorchio delle bugie del potere, li dobbiamo cercare altrove. Suggerisco in proposito l’interessante lettura geopolitica offerta da Piero Pagliani, che racconta bene il ruolo cruciale della strategia africana degli Usa.

Perché l’Italia ha dunque scelto la guerra?
La Storia a volte si presenta con il volto dell’ironia e del paradosso delle date. Proprio appena passata la festa del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, ossia un giorno che dovrebbe esaltare la sovranità nazionale, abbiamo fatto vedere al mondo che viceversa siamo definitivamente un paese senza sovranità, senza più i distinguo del passato, né le navigazioni ambigue democristiane, le fiammate di autonomia di certe nostre aziende, le impuntature di certi nostri apparati. Senza più la guardinga sottomissione atlantica di un tempo, quando si battevano lo stesso anche le strade sgradite a Washington, Londra e Parigi, in nome di interessi da non liquidare: in nome cioè di una sovranità limitata ma non azzerata. L’attacco alla sovranità della Libia coincide con la fine della sovranità italiana. Due piccioni con una fava, con la desolante complicità del sistema politico, dal Quirinale ai peones di Montecitorio, fino alle redazioni, con qualche spaesata eccezione.
Quali pressioni sono intervenute per spingere questa classe dirigente a non far più valere un trattato di fresca firma come quello fra Italia e Libia? Si tratta di pressioni enormi, in tutta evidenza. L’Italia ha rinunciato di colpo a ogni sua politica autonoma nel Mediterraneo, l’unico suo spazio agibile, e in campi cruciali: l’energia, l’immigrazione, l’influenza geopolitica. Prosegue (anzi, precipita) la linea di ritirata della nostra sovranità economica, lungo quello stesso tracciato che negli anni Novanta ha portato alle privatizzazioni selvagge e al vistoso declino della posizione italiana nella divisione internazionale del lavoro. Per entrare in Libia dovremo chiedere permesso ad altri soggetti.
Nel 1998, quando cadde il primo governo Prodi, il governo D’Alema si formò grazie a massicci via vai di deputati e senatori (da Cossiga a Cossutta), che spaccavano e ricomponevano i gruppi parlamentari: insieme garantirono agli Usa la stabilità di governo indispensabile per usare in tutta tranquillità le basi militari da cui partivano gli aerei anche italiani che pochi mesi dopo bombardarono la Jugoslavia. È un precedente che ci permette di leggere quanto è avvenuto recentissimamente. Non credo che il rientro sfacciato e perfino precipitoso nel Pdl da parte di decine di parlamentari che lo avevano abbandonato per il nuovo partito di Gianfranco Fini sia stato tutto frutto di una compravendita. È più probabile che molti siano stati soggetti a un contrordine, qualcosa che – superata la stoffa dei loro cappucci – dev’essere suonata più o meno così: “Non è più il momento di far cadere il governo, stiamo per fare una guerra in Libia; Silvio, che pure manderemo via, ora ci serve, e sarà ben contento di tirare a campare ancora, non è mica uomo di principio; fate la vostra parte”. E quelli hanno ottemperato alle loro Obbedienze. È gente con molto pelo sullo stomaco: al Caimandrillo concedono le acrobazie giudiziarie più indecenti; lui, in cambio, concede loro la guerra che piace colà dove si puote ciò che si vuole.
E mentre nel 1999 Cossutta faceva sì che in piazza non si facessero troppe manifestazioni contro la guerra, oggi non c’è più nemmeno bisogno di pompieri. La capacità di comprensione della situazione internazionale dell’elettorato di opposizione è stata nel frattempo desertificata. I partiti che ancora prendono i voti di questa opposizione sono invece seduti alla tavola di chi si è mangiato persino le vestigia della sovranità nazionale. Un Paese così decapitato sarà più esposto alle tragedie di una transizione geopolitica che si presentava già difficilissima.

Pino Cabras

giovedì 17 febbraio 2011

Di cosa ci dobbiamo vergognare

di Solange Manfredi

Oltre un milione di donne sono scese in piazza, e non solo donne, mobilitate per difendere i loro diritti e la loro dignità.

Che tristezza!

Sono bastate tre veline dei servizi e tre settimane di propaganda sui giornali per muovere la massa.

Mai vista una tale mobilitazione, anche per altri e ben più gravi problemi.

Non per la sentenza della Corte Costituzionale che stabilisce che si possono violare i diritti umani di cittadini o gruppi di cittadini e poi coprirli con il segreto di stato; non per la depenalizzazione del colpo di stato; non per aver ceduto la sovranità del popolo ad un organo sovranazionale ed autoreferenziale, ecc..

“Se non ora quando”. A questo grido le donne sono scese in piazza chiedendo le dimissioni di Berlusconi. “Offende l'Italia” si grida nelle piazze. Eh si, offende l'Italia il fatto che il Presidente del Consiglio possa essere indagato per favoreggiamento della prostituzione minorile.

L'Italia invece non si è sentita minimamente offesa …

… dalle indagini che ipotizzavano nei suoi confronti i reati di:

corruzione giudiziaria,

finanziamento illecito ai partiti,

falso in bilancio,

corruzione,

falsa testimonianza,

appropriazione indebita,

frode fiscale,

traffico di droga,

concorso in strage (1992-1993),

concorso esterno in associazione mafiosa,

abuso d'ufficio,

concussione aggravata e minaccia....

Per questi reati no. Nessuno è sceso in piazza.

L'essere indagato per questi "reatuccci" non offendeva la dignità della nostra nazione, assolutamente no. Ma l'aver sollazzato il suo real augello con donne consenzienti, questo si, ci offende profondamente.

Non è così. La nostra dignità di donne è stata offesa, e viene offesa quotidianamente, da quelle donne, e sono tante, che litigano per poter andare alle feste di Berlusconi, che sono pronte a qualsiasi acrobazia erotica pur di poter ottenere ciò che non meritano. Berlusconi, come qualsiasi uomo potente, è assediato da donne che sperano di infilarsi nel suo letto per ottenere vantaggi e favori, non ha alcun bisogno di pagarle. Ne approfitta? Probabilmente. Potrebbe astenersi? Si. Il problema è che il presidente Berlusconi le inserisce nelle liste elettorali o a sedere sui banchi del parlamento? Abbiamo avuto, ed abbiamo, “onorevoli” ben più impresentabili, uomini con condanne definitive per reati gravissimi. Ma di più, abbiamo avuto sette volte presidente del Consiglio, otto volte ministro della difesa, cinque volte ministro degli esteri, ecc..Giulio Andreotti che una sentenza passata in giudicato ha riconosciuto reo di "concreta collaborazione" con esponenti di spicco di Cosa Nostra fino alla primavera del 1980.

Le donne che si offrono quotidianamente a Berlusconi non sono donne alla fame che devono piegarsi ai desideri del premier per poter mangiare. Non sono vittime, anzi. Ed è bene che questo sia chiaro a tutti.

Se c'è qualcuno che offende e calpesta la dignità delle donne sono proprie le donne. Noi ci siano offerte come merce, noi abbiamo fatto a gara per spogliarci sempre di più davanti a calendari, televisione, pubblicità. Noi corriamo a farci rifare le labbra a “canotto” e non certo perché siano belle, ed eleganti (non a caso quando una persona è elegante si dice: quella persona è fine). Le labbra a “canotto” hanno un solo messaggio da inviare al maschio che incontrano, e non è certo quello di trasmettergli la sensazione che da quelle labbra possano uscire discorsi colti ed intelligenti!

Ma il problema è un altro, ed è ancora più grave. Siamo noi. I problemi che abbiamo sono gravissimi ma, davanti a qualsiasi violenza o abuso (i nostri diritti costituzionali vengono calpestati dal governo e dalla comunità europea ogni giorno) restiamo immobili. Poi arriva un burattinaio che, attraverso una campagna mediatica e manipolando le nostre frustrazioni, ci fa scendere in piazza in oltre un milione non per difendere il nostro diritto lavoro, alla salute, all'istruzione, alla giustizia, ma alla dignità delle donne.

E' di questo che, davanti agli occhi del mondo, ci dobbiamo vergognare.

Solange Manfredi

Dal Blog di Paolo Franceschetti

sabato 29 gennaio 2011

Culo flaccido

Dopo il tonante "cafone" in diretta televisiva (guarda quì) è arrivato l'anatomico "culo flaccido"a mezzo stampa (leggi).
Prima c'era stato "vecchio porco" ( leggi) oppure "gran porco" (leggi).....
A confronto "nano di Arcore", "testa d'asfalto", "psiconano" ,"al tappone", "il caimano" e le intere pagine di Goole dedicate (vedi quì) sembrano gentilezze d'altri tempi.

mercoledì 22 dicembre 2010

Ieri sera,la follia di scena al...Senato

La riforma Gelmini sta seminando il caos nelle piazze d'Italia ed in Parlamento.
Ieri sera,in Senato, il disegno di legge:"
scritto coi piedi" (leggi qui) unito a diversi clamorosi errori di inesperienza e incompetenza ha prodotto questo risultato (guarda il video sotto)



Non c'è che dire:riforma concepita male e votata peggio!

Maurizio Pirrotti

Ps.
È ripreso, oggi , in Senato, il dibattito sulla riforma dell'Università inciampato clamorosamente ieri.
Qui la diretta video

martedì 14 dicembre 2010

Di Pietro a Berlusconi: ''Ci vergogniamo di lei'



Dal sito di Repubblica:
Una canzone per il momento politico, per un Natale all'ombra della crisi di Governo. Tra mutui da pagare, convenienze e improvvisi cambi di orientamento: "Ti voterò a pagamento" di Tiziano Toniutti

venerdì 10 dicembre 2010

Il ...fastidio

Dal sito di Repubblica:
Il dirigente del Pd incalzato dal reporter di La7: ''Le sue domande non mi infastidiscono. E' la sua presenza fisica che mi infastidisce''

giovedì 25 novembre 2010

E li chiamiamo pure...onorevoli


Ricordiamo tutti quel sistema politico di corruzione, concussione e finanziamenti illeciti, conosciuto con il nome di "Tangentopoli".
Fu spazzato via dalle "famose" inchieste giudiziarie passate alla storia con il nome di "Mani pulite".
Dopo "Mani Pulite" inizia la Seconda Repubblica.
Partiti politici "storici" spariscono (PSI-PSDI-PLI-PRI), altri cambiano nome (DC-PCI-MSI) e al loro interno avvengono scissioni che danno vita ad altri partiti e partitini (CCD-CDU-PRC).
Nascono, con l'avvento della Seconda Repubblica, anche partiti "nuovi" come F.I. con il dichiarato intento di voler essere:" Il partito del rinnovamento e della modernizzazione".1)
La prima cosa che, da allora, i nostri parlamentari hanno rinnovato e modernizzato e' stato il sistema per spillare soldi ai contribuenti. La "politica"costa, si sa e per finanziarla si sono messi d'impegno. Per aggirare il referendum del 1993 (leggi qui), che abrogava il finanziamento pubblico dei partiti, hanno approvato una legge sui “rimborsi elettorali”. All'inizio (1999) erano previste 800 lire per voto, calcolate non in base agli effettivi votanti ma, in base agli aventi diritto. In pratica i partiti prendevano e prendono a tutt'oggi i “rimborsi elettorali” anche per i cittadini che non vanno a votare.
I “rimborsi elettorali” nel 2000 sono passati a 1 euro per votante. Nel 2002 erano 2 euro per votante. Nel 2004 , 5 euro. Sono diventati 10 euro, per votante, nelle elezioni del 2008 . Eh, c'è il carovita...si sa!
"Nel 2006, i parlamentari decidono che i fondi sono dovuti per tutti e cinque gli anni della legislatura, indipendentemente dalla sua durata effettiva. Anche in caso di scioglimento anticipato del governo, (come avvenuto nel governo Prodi), i soldi arrivano comunque e sono sommati a quelli dell’elezione successiva. Ad esempio: tutti i partiti che non sono stati rieletti nella tornata elettorale del 2008, come i Comunisti italiani, Rifondazione Comunista, Verdi, Udeur, ecc. continueranno a ricevere finanziamenti pubblici fino al 2011.
Non solo ma, tutti i partiti rieletti come Forza Italia, Alleanza nazionale, Lega Nord, Italia dei Valori, etc.etc. continueranno a ricevere i finanziamenti per le elezioni del 2006 fino al 2011, e ad essi sommeranno i contributi delle elezioni del 2008 che termineranno nel 2013". 2)
Ciliegina finale:
4) "Dal 1994 ad oggi, i partiti si sono dati da sette a dieci volte più di quanto hanno realmente speso per "spese elettorali.
Sui 579 di spese (più o meno) reali sostenute, si sono regalati 2 miliardi e 250 milioni di euro.
A spese di noi contribuenti".4)
---
Dal 2005, grazie ad una legge porcella (leggi qui), ci ritroviamo, in Parlamento, persone non elette da nessuno.
Sono persone che rappresentano solo se stesse e che fanno gli interessi propri e dei "Partiti" che li hanno "nominati".
Nessuna meraviglia ,quindi, se fanno leggi come quelle sui “rimborsi elettorali”che legalizzano le proprie "ruberie".
Quello che desta meraviglia è che continuiamo a chiamarli ...onorevoli.
Capisco che siamo nella Seconda Repubblica ma, nella Prima eravamo più onesti: li chiamavamo semplicemente...ladri.

Maurizio Pirrotti


domenica 21 novembre 2010

Italia:dall'Europa una polpetta...avvelenata


Elezioni si, elezioni no, governo tecnico, esecutivo di armistizio etc. etc......In mezzo a tutto questo bla-bla-bla-il governo si è, finora, guardato bene dall'informare i cittadini della reale situazione economico-finanziaria dell'Italia.
La nostra Nazione ha un debito pubblico pari a 1.800 miliardi di euro, circa 30mila euro per cittadino, ossia 120mila per una famiglia di 4 persone.
Questo debito è espresso in euro e fa parte integrante del debito pubblico dell'Europa.
L’Italia ha un rapporto debito/Pil del 118 per cento.
L'Europa (Germania e Francia) ha preteso l'obbligo di rientro della parte eccedente il 60 per cento del Pil, entro due anni a partire dal 2012.
Quest'obbligo è stato chiamato:"Patto di stabilità".
Per ottemperare all'obbligo suddetto, il governo italiano dovrà varare una manovra finanziaria da 50 miliardi di euro!
Cosa significherà un taglio di 50 miliardi - all’anno- del nostro debito pubblico, per le famiglie, i lavoratori, gli imprenditori, i consumatori, gli anziani, i giovani, lo comprendiamo tutti: misure di austerità pesanti, tagli indiscriminati, lacrime e sangue!
Questa "manovra finanziaria", come una polpetta avvelenata, attende al varco chiunque uscirà vincitore dalle urne!

Maurizio Pirrotti

fonte: qui e qui

giovedì 18 novembre 2010

FINI E BERSANI, LA LISTA DEI BOLLITI

DI MARCO TRAVAGLIO
ilfattoquotidiano.it

PIER LUIGI BERSANI

La sinistra è l’idea che, se guardi il mondo con gli occhi dei più deboli, puoi fare davvero un mondo migliore per tutti (non vediamo l’ora di imbarcare Luca Cordero di Montezemolo e il banchiere Alessandro Profumo). Abbiamo la più bella Costituzione del mondo (infatti, con la Bicamerale del compagno Massimo, facemmo di tutto per riscriverne più di metà con Berlusconi). Ci sono beni che non si possono affidare al mercato: salute, istruzione e sicurezza (l’acqua invece no: quella si può tranquillamente privatizzare, e magari anche l’aria). Chiamare flessibilità una vita precaria è un insulto (non per nulla la legge Treu l’abbiamo fatta noi). Chi non paga le tasse mette le mani nella tasche di chi è più povero di lui (non a caso abbiamo approvato la riforma del diritto penale tributario, detta anche “carezze agli evasori”, che depenalizza l’evasione tramite la dichiarazione infedele fino a 100 mila euro e tramite la frode fiscale fino a 75 mila euro l’anno). Se 100 euro di un operaio, di un pensionato, di un artigiano pagano di più dei 100 euro di uno speculatore vuol dire che il mondo è capovolto (mica per niente abbiamo sponsorizzato speculatori come Chicco Gnutti e Giovanni Consorte). Indebolire la scuola pubblica vuol dire rubare il futuro ai più deboli (il primo ministro dell’Istruzione che ha regalato soldi pubblici alle scuole private è il nostro Luigi Berlinguer). Dobbiamo lasciare il pianeta meglio di come l’abbiamo trovato (tant’è che vogliamo riempire l’Italia di inceneritori e centrali a carbone). Se devo morire attaccato per mesi a mille tubi, non può deciderlo il Parlamento (del resto la legge sul testamento biologico mica l’abbiamo approvata). Per governare, che è un fatto pubblico, bisogna essere persone perbene, che è un fatto privato (ricordate il nostro ministro della Giustizia? Mastella). Chi si ritiene di sinistra e progressista deve tenere vivo il sogno di un mondo in pace e deve combattere contro la tortura (infatti abbiamo fatto guerra alla Serbia chiamandola missione di pace, poi abbiamo lasciato dov’erano le truppe di occupazione dell’Iraq e abbiamo pure messo il segreto di Stato per coprire le spie del Sismi imputate per aver sequestrato lo sceicco Abu Omar e averlo deportato in Egitto per farlo torturare per sette mesi).

GIANFRANCO FINI

Essere di destra vuol dire innanzitutto amare l’Italia (è per amore che le abbiamo regalato per 16 anni uno come Berlusconi). Apprezziamo imprese e famiglie che danno lavoro agl’immigrati onesti, i cui figli domani saranno italiani (vedi legge Bossi-Fini). Destra vuol dire senso dello Stato, etica pubblica, cultura dei doveri (non faccio per vantarmi, ma le leggi sul falso in bilancio, Cirami, Cirielli, Schifani, Alfano ecc. le abbiamo votate tutte). Lo Stato deve spendere bene il denaro pubblico, senza alimentare clientele (salvo quando c’è da salvare il Secolo d’Italia). Lo Stato deve garantire che la legge è davvero uguale per tutti (esclusi, si capisce, i ministri e i parlamentari, che abbiamo sempre salvato dalla galera e dalle intercettazioni). Chi sbaglia paga e chi fa il proprio dovere viene premiato (non a caso abbiamo approvato tre scudi fiscali e una quindicina di condoni tributari, edilizi e ambientali). Senza una democrazia trasparente ed equilibrata nei suoi poteri non c’è libertà, ma anarchia (pure la Gasparri che consacra il monopolio Mediaset e la Frattini che santifica il conflitto d’interessi sono farina del nostro sacco). L’uguaglianza dei cittadini va garantita nel punto di partenza (soprattutto alle suocere per gli appalti Rai e ai cognati per le case a Montecarlo). Dalla vera uguaglianza delle opportunità, la destra vuole costruire una società in cui merito e capacità siano i soli criteri per selezionare una classe dirigente (avete presenti i ministri Ronchi e Urso? No? Ecco, appunto).

Marco Travaglio
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it/
17.11.2010

mercoledì 10 novembre 2010

Il nord,il sud e la...bandiera


Bossi ha lanciato il partito del nord:la Lega.
Miccichè lancia il Partito del Sud (leggi).
Con la scusa del federalismo, possibile che nessuno senta il bisogno di un partito dell'Italia tutta: unica, indivisibile e ... sovrana?

Maurizio Pirrotti

La bandiera italiana
"Il tricolore lo uso per pulirmi il c..."
Per aver fatto questa affermazione, Bossi, è stato condannato a un anno e quattro mesi di reclusione, con la sospensione condizionale della pena, per vilipendio della bandiera italiana (leggi qui).
Come punizione aggiuntiva, è stato nominato ministro per le Riforme.


mercoledì 3 novembre 2010

Notizie dall'Italia

Mentre in Italia l'attenzione, dei media, sembra tutta concentrata su virtù e vizi, veri o presunti, del nostro "premier", la crisi economica mondiale avanza imperterrita.
Anche da noi ma, chi se ne frega!
I problemi reali provocati dalla "crisi": dalle aziende che chiudono, dalle migliaia di lavoratori buttati in mezzo ad una strada, al progressivo smantellamento dello stato sociale, alle centinaia di migliaia di famiglie italiane che non arrivano a fine mese( leggi); (per non parlare poi delle condizioni della scuola, dei trasporti, della sanità etc.etc.) sembrano tutti problemi da passare in secondo piano.
Eppure la politica serve a questo: ad affrontare e risolvere i problemi "reali" dei suoi cittadini!
O forse noi eleggiamo e paghiamo i nostri parlamentari per drogarsi (leggi qui) , per fare festini a luci rosse con prostitute transessuali (leggi quì o qui) o con bottane di altro sesso (leggi qui)?
I nostri politici al governo intendono, forse, affrontare l'assoluta mancanza di prospettive future delle nuove generazioni suggerendo, alle ragazze, di intraprendere la remunerativa(leggi qui) carriera di escort ed ai ragazzi quella, altrettanto remunerativa, di pappone o spacciatore di droga?
Che schifo.
Mentre, in queste ore, le piogge mettono in ginocchio un' Italia (leggi qui) già piegata dalla crisi, a seppellirla nel fango ci pensa la politica!

Maurizio Pirrotti

lunedì 1 novembre 2010

Parole

"Il Paese è "fermo" e "dilaniato da mille polemiche" .
"Merita un biglietto da visita migliore..."

Che avete capito?
Non c'entra Oliveri.
Sono parole di Fini (leggi)
L'unica cosa che mi viene da dire è:"Peccato che se ne accorga solo adesso"!

Maurizio Pirrotti

giovedì 26 agosto 2010

Distinti salumi

DI EUGENIO BENETAZZO
eugeniobenetazzo.com


Se ci fosse un modo per vendere allo scoperto l’Italia, non ci penserei un attimo. Per chi non è del mestiere con questa terminologia si denominano le operazioni finanziarie effettuate con l’intento di ottenere un profitto a seguito di un trend o movimento ribassista delle quotazioni di un qualsiasi bene quotato in una borsa valori. Fortunatamente, per voi che leggete, il valore delle vostre case, il valore della laurea di vostro figlio, il valore del comprensorio turistico in cui andate a fare le vacanze o il valore del benessere della città in cui vivete non sono oggetto di quotazione presso nessun mercato borsistico. Se cosi fosse infatti, avremmo assistito all’arrivo di migliaia di speculatori pronti a vendere allo scoperto un paese che nel suo complesso è destinato progressivamente a perdere di valore.



Vi accorgete di quanto valiamo come paese o come popolazione lavorando o interagendo con altre nazionalità (Stati Uniti a parte), in cui quello che è normale o consuetudinario negli altri stati, in Italia è straordinario oppure eccezionale. Da due anni si continua a parlare ormai di questa famigerata crisi finanziaria che ora è diventata crisi planetaria e che ha ripercussioni molto rilevanti anche in Italia: vi faccio una domanda.
Pensate seriamente che le persone al momento al governo o all’opposizione, le quali sono state artefici di aver condotto il paese alla sfida della globalizzazione, senza ipotizzare alcun tipo di difesa, siano adesso in grado di risolvere i problemi che quest’ultima ha procurato allo stesso paese. Chi siede a Bruxelles o Roma a rappresentarci ha un’età media oltre i sessant’anni, lo stesso premier è ormai in prossimità degli ottanta anni: tutti loro sono ormai mentalmente obsoleti, incapaci di astrarsi intellettualmente per comprendere su cosa e come intervenire, capaci solo di aizzarsi per le solite beghe di partito. Non me la prendo più di tanto con Berlusconi, Fini, D’Alema, Bersani, Bossi o Casini, ma con chi li vota. Alla fine gli italiani hanno la classe politica che si merita e la stessa si dimostra un fedele specchio del paese.

Quei pochi vanti che avevamo nei confronti di altre nazioni non li abbiamo mai coltivati a sufficienza, lasciandoli appassire lentamente: qualcuno mi ricorda come in più occasioni abbia menzionato il mancato sfruttamento del potenziale turistico ed artistico italiano. Non rinnego questa mia constatazione, tuttavia
soffermiamoci a riflettere su come è strutturato questo potenziale inespresso: migliaia di alberghi, pensioni, residence ormai fatiscenti, la maggior parte a conduzione familiare, risalenti, assieme all’arredamento, a oltre trent’anni fa. Per non parlare delle logiche campanilistiche di attrazione ed accoglienza turistica di enti locali, aziende di soggiorno ed associazioni di albergatori che competono una con l’altra. Piuttosto che fare sistema tra di loro preferiscono perdere il cliente: è la logica dell’orto di casa, quello che è mio non lo condivido con nessuno. Purtroppo manca un disegno di regia unitaria che dia l’imprimatur ad una svolta gestionale e direzionale degna del paese che “in teoria” vanta il maggior appeal turistico ed artistico del mondo. Per questo motivo a guidare il Ministero del Turismo ci dovrebbe essere un “dream team” costituito dai migliori marketing manager del mondo, e non una ex valletta di periferia dalle discutibili competenze professionali ed imprenditoriali.

Qualcuno mi scrive confidando molto presto in una rivoluzione, magari in una rivoluzione culturale per cambiare definitivamente il destino di lento e progressivo impoverimento del paese, che ormai vive solo grazie alle montagne di risparmio accantonato e al mercato sommerso dell’evasione fiscale. Ma chi dovrebbe farla questa rivoluzione ? Le forze giovanili attuali ? Prima mi viene da piangere e dopo da ridere: intere generazioni di ragazzi italiani buoni purtroppo a nulla, senza spirito di sacrificio e con professionalità inesistente, tutto questo grazie a
scuole superiori e laureifici (leggasi università di stato) attrezzati per elargire una qualche sorta di riconoscimento accademico o suo surrogato. Le lauree italiane (al pari dei diplomi) non servono ormai più a nulla in quanto è cessata da quasi vent’anni la funzione sociale per cui sono state concepite ovvero fare selezione, individuare i più promettenti, scartare gli inetti e bocciare gli incapaci. Care mamme evitate di scrivermi dicendo che vostro figlio è un genio e che sono esagerato: fate così mandatelo a lavorare all’estero, vediamo chi ve lo assume per una mansione dirigenziale. La formazione accademica italiana era tra le migliori (forse la migliore al mondo) fino a 20/25 anni fa, poi lentamente questo primato ci è stato sottratto per l’incapacità di aggiornare il modello scolastico e soprattutto per la lentezza di ammodernizzarsi dell’intero paese. Sicuramente qualcuno che vale esiste (purtroppo sono veramente molto pochi), ma vale per un qualche dono di natura, non certo per quello che le istituzioni scolastiche ed accademiche gli hanno insegnato.

Tra vent’anni in Italia ci scontreremo con un’altra triste realtà, quella di non essere più a casa nostra: grazie infatti ad un liberismo sfrenato alle frontiere, saranno infatti in maggioranza numerica tutte le altre etnie che abbiamo fatto entrare senza tante riflessioni, con un aumento della
conflittualità sociale che ora non immaginiamo nemmeno. Aumentano in continuazione invece i paesi occidentali che stanno facendo l’impossibile per far rimpatriare le ondate di immigrazione degli anni precedenti, proponendo addirittura bonus economici a chi se ne ritorna da dove è venuto. Ovunque (persino a Malta), tranne in Italia, ci si rende conto dei disagi e danni economici che hanno provocato gli extracomunitari (abbassamento dei livelli salariali, criminalità per le strade, intolleranza nei confronti della cultura ospitante, prostituzione, disagio e tensione sociale con gli autoctoni). Noi italiani invece per evitare di offendere la sensibilità di qualche attivista per l’integrazione razziale stiamo serenamente lasciando che questa diventi la casa di qualcun’altro. Per le conseguenze che ci aspettano, la gestione dei flussi migratori dovrebbe essere una priorità nazionale. In qualsiasi città italiana andiate vi rendete conto voi stessi di un dato oggettivo: queste persone non solo non si sono integrate, ma nemmeno lo vogliono, ogni etnia infatti si è autoghettizzata per conto proprio (dai cinesi ai nordafricani, ogni comunità vive con le sue regole, fregandosesene del paese che la ospita.

Datemi retta vendete tutto quello che ha senso vendere e accaparratevi quel poco di buono che ancora rimane dell’Italia: tra quindici anni ci chiederemo come sia potuto accadere, come sia stato possibile lasciar marcire il paese fino a qualche anno fa invidiato da tutti. Se qualcuno di voi spera in qualcosa,
allora deve sperare che arrivi, emerga o si imponga un nuovo Lorenzo Il Magnifico, una personalità giovane, visionaria, intraprendente, scomoda per l’attuale establishment industriale e politico, che abbia la capacità di rinnovare il paese, e stravolgere la sua popolazione, proprio come fece allora Lorenzo Dè Medici riformando completamente tutte le istituzioni statali dell’epoca e risolvendo le rivalità e le problematiche dei grandi gruppi di potere, assicurando al tempo stesso un periodo di equilibrio, crescita, stabilità e slancio per tutta la penisola. Tuttavia fin tanto che da quasi vent’anni in Italia continuano ad alternarsi a livello politico e mediatico sempre gli stessi attori (da Berlusconi aD’Alema, da Montezemolo a Tatò, da Pippo Baudo a Raffaella Carrà), il problema non sarà tanto come cambiare il paese, ma come cambiare gli italiani, ormai assopiti ed addormentati proprio come recitava il poeta Ugo Foscolo: "E mentre io guardo la tua pace, dorme quello spirito guerrier ch'entro mi rugge".

Eugenio Benetazzo
Fonte: www.eugeniobenetazzo.com
Link: http://www.eugeniobenetazzo.com/event/distinti_salumi.htm
26.08.2010

mercoledì 18 agosto 2010

VERSO LE URNE DI PANDORA


DI MARCO DELLA LUNA
marcodellaluna.info

L’on.le Angela Napoli della commissione antimafia lo ha detto apertamente, il 4 Agosto a Rai News 24, conversando con Corradino Mineo: i finiani voteranno il federalismo fiscale se sarà un federalismo “solidale”, altrimenti no. Cioè, il governo avrà il loro voto se continuerà a dare ai pubblici amministratori del Sud i soldi del Nord necessari per pagare le cose cinque volte più che in Lombardia e a mantenere personale da cinque a dieci volte più numeroso che in Lombardia. Ricorda la Napoli che programma di governo prevede sì il federalismo fiscale, ma non specifica come debba essere. Quindi c’è libertà di interpretazione. 

Al contempo, i finiani risultano molto più numerosi del previsto, e incontrano i casiniani, i rutelliani e il siculo Lombardo; si parla di terzo polo e di sua capacità di attrarre pezzi del PD.

Il 13 Agosto Napolitano ha rilasciato un’intervista al L’Unità, organo ufficiale del partito di opposizione, per dire che PDL e Lega non si illudano di andare automaticamente alle elezioni se il governo viene sfiduciato: si potrebbe fare un governo con altra maggioranza per evitare il vuoto politico (questo governo, è implicito, cambierebbe la legge elettorale per ostacolare una nuova vittoria di Berlusconi). Montezemolo, intanto, si pre-candida o si fa pre-candidare. Insomma, si coagula il partito romano-meridionalista della spesa pubblica assistenziale garantita a spese del reddito prodotto nel settentrione. Il Polo del Sacco del Nord. Forse certe iniziative, certi attacchi al governo in chiave di tutela della spesa assistenziale al Sud sono una reazione al f atto che il ministro Maroni sta colpendo molto duramente gli interessi e le pratiche intorno alla spesa pubblica al Sud. I beneficiari di questa spesa pubblica si sentono minacciati. Il 5 Agosto, al voto di sfiducia su Caliendo, il rappresentante degli autonomisti siculi di Lombardo ha richiamato il governo al suo dovere di sostenere il Sud.

Aggiungiamo che già si parla di nuova manovra (tagli, tasse) per l’autunno. E che gli istituti econometrici ammoniscono: il sistema-paese sta perdendo rapidamente produttività del lavoro, ossia competitività. Ossia, che produrre beni e servizi in Italia costa sempre di più. Il che si legge così: a causa della troppa pressione fiscale, dei forti costi finanziari, dei pochi soldi che rimangono per ricerca e investimenti, nonché delle scadenti infrastrutture, le aree produttive del paese perdono posizioni rispetto ai competitori internazionali, quindi esporteranno sempre meno, oppure dovranno tagliare i salari. O anche: spremuta come è per mantenere il Sud e la casta di politicanti disonesti e incompetenti, la parte produttiva del paese perde produttività e in un futuro non remoto non sarà più in grado di continuare il mantenimento, anche se la parte mantenuta non pensa a tale evento, essendo abituata ad essere mantenuta senza interessarsi alla produzione di ciò con cui viene mantenuta. 

A questo punto si aprono tre vie divaricate all’inizio, ma convergenti in proiezione:

Prima via: Berlusconi e il Polo del Sacco del Nord raggiungono un accordo per continuare col governo attuale senza federalismo fiscale, o meglio attuandone uno “solidale”; per far ciò hanno bisogno di fare a meno dell’appoggio dei titolari della Lega Nord e degli altri esponenti del settentrione produttivo, oppure di comperare il loro appoggio. Poiché si tratterebbe di governare fino ad esaurimento delle residue risorse economiche, sarebbe un governo in cui si massimizza il rubare politico. Ma se fossi Bossi o Calderoli o Maroni non mi venderei, bensì andrei allo scontro popolare contro i romano-meridionalisti, perché così otterrei il 50% del voti del Nord (come ha detto il 5 Agosto a Radio 3 Massimo Cacciari), e potrei sensatamente puntare all’indipendenza.

Seconda via: Berlusconi insiste su un vero federalismo fiscale e sui costi standard, e cerca di rimpiazzare i voti dei finiani e di altri romano-meridionalisti con l’aggregazione di esponenti politici delle aree produttive. Cioè omogeneizza quanto rimane del PDL alla Lega Nord e punta a costituire una maggioranza nordista, capace di reggersi contro gli interessi e l’azione politica di Roma e del Sud – interessi che si coalizzeranno in un fronte partitico. In tal modo si stabilisce finalmente la corrispondenza tra i poli di interessi reali e rappresentanza politica, ossia un bipartitismo efficiente, con la fine dei partiti c.d. nazionali, ossia che pretendono di rappresentare sia il Nord che il Sud. E siccome ai due opposti poli di interessi corrispondono due aree distinte del paese, l’esito naturale di questa opposizione sarebbe la separazione del Nord. Di quel Nord al di sopra del Po, di cui, come sempre Cacciari ha detto, da Bologna in giù l’Italia non conosce – se non come vacca da mungere, aggiungo io. Per spingere Berlusconi su questa via, la Lega può coltivare rapporti col PD e minacciare di allearsi con esso per fare il c.d. federalismo (del resto, in oltre dieci anni al governo con Berlusconi non ha ottenuto alcuna vera riforma per il, Nord o per il paese nel suo complesso, e Berlusconi appare sempre più bolso e sulle difensive, sempre meno capace di riformare il paese).

Terza via: Colle e Palazzo evitano il ricorso alle urne, e danno vita a un governo transitorio senza mandato popolare, sostenuto da PD, CDU, IDV, finiani, rutelliani, autonomisti siculi – un governo che faccia una riforma elettorale tale da prevenire future vittorie di PDL e Lega Nord, e che ricorra a tasse e a misure forti per reprimere ogni resistenza in un quadro economico in accelerato deterioramento. Anche questo sarebbe un governo ad esaurimento delle risorse, a breve termine, quindi a massima ruberia politica. E anch’esso produrrebbe una fortissima polarizzazione antiromana, antimeridionale e secessionista dl Nord. E probabilmente dovrebbe fronteggiare l’urto di milioni e milioni di padani che effettivamente scenderebbero nelle piazze, se e quando la situazione socioeconomica si farà dura, o quando quel governo gli metterà nuovamente le mani in tasca. In una tale lotta, Napolitano sa che la propaganda avversaria gli lancerebbe contro almeno due accuse alquanto pericolose, basate sui suoi precedenti politici: la prima, di aver difeso l’invasione sovietica dell’Ungheria nel 1956, fatta per bloccare l’evoluzione democratica di quel paese, sicché si direbbe che oggi come allora, egli è contro la democrazia e le libere elezioni. La seconda, di essere stato dirigente del PCI ai tempi in cui il PCI era sottoposto a quel PCUS che teneva puntati i missili nucleari sugli Italiani, sicché è inconcepibile che oggi egli sia il loro presidente. 

Stiamo fluendo verso le urne di Pandora. Da un voto popolare, in questa situazione, può uscire di tutto, anche la prova lampante che l’Italia è ingovernabile, che è un modello fallito. Può sortire il primo fatto politico importante della storia italiana dal 1949, ossia dalla firma dei patti di soggezione agli USA. E se Washington percepisce che l’Italia è ingovernabile col presente assetto, può farlo saltare e sostituirlo con altro più efficiente nel reggere il paese e mantenerlo in linea coi suoi vincoli verso gli USA. Gli interessi dell’apparato di potere italiano, partitico-burocratico, sono dunque seriamente a rischio. Impedire che si vada alle urne, in questo scenario, può quindi ben essere la priorità di un Napolitano, come pure di una Angela Napoli.

Marco Della Luna
Fonte: http://marcodellaluna.info
Link: http://marcodellaluna.info/sito/?p=293
15.08.10

sabato 19 giugno 2010

Il record assoluto delle balle

Ieri sera al TG2 delle 20.30 ho sentito l'intervista rilasciata dal nostro Ministro dell'Economia Tremonti (TG2 del 17/06/2010, ore 20.30, )
So da tempo che la propaganda ha le sue regole, ma non credevo che in meno di un minuto si potesse giungere a tanto. In un minuto infatti è stato battuto il record delle falsità.
Vediamole una per una.
Il Ministro Tremonti esordisce così:

"Ho parlato con il presidente Berlusconi che è a Bruxelles. E' chiuso il vertice europeo. Ha ottenuto uno straordinario successo per il nostro paese ma non solo. La politica europea considera il debito pubblico, ma anche la sua dinamica e, soprattutto, la sua complessiva stabilità".

Stabilità? Ma di che sta parlando? Il nostro debito pubblico è in costante aumento, altro che stabile!
Ad aprile ha raggiunto i 1.812,7 miliardi. Livello mai raggiunto!
A marzo di quest'anno era di 1.797,7 miliardi di euro.
Lo ripeto: Il nostro debito pubblico è in costante e veloce aumento! Di quale stabilità stia parlando non si sa.
Il Ministro prosegue:

"Questo è un grande riconoscimento al Presidente Berlusconi, al Governo italiano e sopratutto mette l'Italia nella giusta posizione in Europa".

Grande riconoscimento? Giusta posizione? Ma se abbiamo uno dei debiti pubblici più alti al mondo! A seconda delle stime siamo tra il 5° (OCSE) e il 7° posto (FMI) tra i paesi più indebitati. Peggio di noi troviamo solo paesi come lo Zimbawe, Libano, Sudan o Giappone che, però, avendo ancora la sovranità monetaria possono correre ai ripari svalutando, noi no.
La nostra giusta posizione? Tra i paesi più indebitati del mondo, ecco la nostra GIUSTA posizione.
Ma ancora non basta, perché il Ministro, poi, afferma:

"Abbiamo ereditato un grande debito"

Da chi? La domanda è lecita visto che dal 2001 ad oggi hanno governato praticamente sempre loro, tranne una parentesi di due anni del governo Prodi (2006-2008). Sarebbe stato più corretto dire: "Abbiamo fatto un grande debito".
Ma il meglio deve ancora arrivare. Eccolo:

“ma guardando avanti la dinamica è più lenta che in altri paesi, e poi abbiamo una grande ricchezza delle famiglie, abbiamo poco debito nelle imprese, abbiamo un sistema pensionistico molto stabile”.

Se non ci fosse da piangere verrebbe da ridere. Vediamo quale ricchezza delle famiglie, quale debito delle imprese, e quale sistema pensionistico. Andiamo con ordine:
- Ricchezza delle famiglie: Secondo gli ultimi dati della Banca d'Italia la crescita inerente l'indebitamento delle famiglie è in costante aumento e, soprattutto l'indebitamento continuerà a crescere. Vero che l'indebitamento delle famiglie italiane in rapporto al reddito disponibile è più basso di altri paesi europei, ma è anche vero che sta crescendo sempre più velocemente, il che vuol dire che i risparmi sono finiti e per accorgersene basterebbe uscire dal quel mondo di privilegi cui i nostri politici si sono arroccati. La realtà è sotto gli occhi di tutti, basta guardare;

- debito imprese: Le imprese italiane navigano in un mare di debiti. Tra prestiti fidi e crediti commerciali, negli ultimi dieci anni hanno accumulato un conto con le banche pari a 933 miliardi. Che per ogni impresa fa, in media, 176 mila 596 euro. Più che una marcia quella delle imprese è stata una corsa all' indebitamento, cresciuto negli ultimi 10 anni del 93,6% contro un' inflazione in salita del 23 (http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/05/16/imprese-debiti-raddoppiati-in-10-anni.html);

- Sistema pensionistico stabile. "Le Casse di previdenza private sono destinate al crack. Entro il 2030 gli enti consumeranno i patrimoni per pagare le prestazioni, a meno di drastiche riforme". A lanciare l'allarme sui destini delle gestioni di previdenza dei professionisti è il ministro del Lavoro, Roberto Maroni, sulla scorta dell'analisi del Nucleo di valutazione sulla spesa previdenziale, che sarà presentata ufficialmente all'inizio di settembre" (sole 24 ore). Questo nel 2003. Da allora le cose sono peggiorate tanto che nell'ultimo decreto legge, le casse di previdenza vengono sostanzialmente commissariate. Infatti, secondo il decreto legge 78/2010, art. 8, comma 15: «Le operazioni di acquisto e vendita di immobili da parte degli enti pubblici e privati che gestiscono forme di previdenza obbligatorie di assistenza e previdenza, nonché le operazioni di utilizzo, da parte degli stessi enti, delle somme rinvenienti dall'alienazione degli immobili o delle quote di fondi immobiliari, sono subordinate alla verifica del rispetto dei saldi di finanza pubblica». Detto in altri termini significa che l'acquisto di immobili o l'utilizzo dei fondi derivanti dalla loro vendita, anche da parte degli enti privati, è subordinato a una specie di nullaosta del ministero del Lavoro, di concerto con l'Economia. Non è stata usata la parola commissariamento me nei fatti di questo si tratta. Le nostre casse previdenza sono così floride che negli ultimi tempi sono stati presi i seguenti provvedimenti:

a) sono stati tagliati e/o bloccati gli stipendi;
b) è stata aumentata l'età pensionabile;
c) le c.d. Buone uscite saranno pagate a rate se sopra i 90.000 euro;

d) le casse di previdenza sono state commissariate.

Un perfetto esempio di salute ferrea.

Alla fine il nostro Ministro dell'economia conclude:

“nell'insieme abbiamo un sistema molto sostenibile, se fosse stato diverso saremmo stati penalizzati, in questo modo, ripeto, il vertice è stato chiuso molto bene, con un ruolo molto importante del Presidente Berlusconi. Siamo in pista e abbiamo il biglietto che ci compete”.

Si, è vero, abbiamo proprio il biglietto che ci compete, al lettore stabilire fatto con quale "carta".

Solange Manfredi


fonte http://paolofranceschetti.blogspot.com/

venerdì 11 giugno 2010

Italia,un paese governato "sulla pelle" dei vecchi!


1) Secondo uno studio dell'Istat, il 71,9% delle pensioni, percepite dai cittadini italiani, nel 2008, non ha superato i 1.000 euro mensili.
Quasi un assegno mensile su due, non ha superato i 550 euro.
Quello delle donne,il 30% in meno.

Come fanno,"con sti soldi", a campare i nostri vecchi ?
Se lo sarà sicuramente chiesto il governo e infatti una soluzione l'ha trovata.
Ha aumentato le pensioni?
Nooooo...
Ha aumento l'età pensionabile!
Da oggi si ha diritto alla pensione di vecchiaia a 70 anni. A quella d’anzianità oltre i 66 anni.
Considerato che la vita media, per gli uomini, in Italia, è di 78anni .....
Probabilmente, i nostri governanti, sperano che il lavoratore anziano muoia prima, in modo da potersi pappare quei quattro soldi di pensione che gli toccherebbero.
Quattro soldi per lui ma, se consideriamo i milioni di cittadini che ne avrebebro diritto, sono un bel malloppo.
Non dimentichiamoci che: "le prestazioni pensionistiche da fornire sono annullate in mancanza d’eredi (l’INPS trattiene tutto), e dimezzate per vedove e vedovi. "2)
Che furbi!
Qualcuno sostiene che l'aumento dell'età pensionabile sia stato dettato dalla necessità di risparmiare.
Già, risparmiano( sui soldi delle pensioni che spettano agli altri) per potersi permettere (loro) ogni anno "18 miliardi di auto blu, tangenti, case gratis, puttane e tutto il resto."3)
Parafrasando il celebre titolo di un film:Italia, un paese governato "sulla pelle" dei vecchi!

Maurizio Pirrotti

P.s
In Europa si va in pensione:
Francia: a 60 anni, con riduzioni per i lavori usuranti e possibilità di prosecuzione fino a 65.
Germania: a 65 anni, con pensione d’anzianità a 63 ed a 60 (con riduzione dell’assegno) per chi ha avuto periodi di disoccupazione;
Spagna: a 61 anni e 30 di contribuzione, 60 anni per chi ha iniziato a lavorare prima del 1967.

1)
Fonte Repubblica
2)
3)Fonte: carlobertani.blogspot.com/

domenica 30 maggio 2010

Nel 1992-1993 l'Italia rischiò il ... colpo di Stato!



1992-1993
Erano i tempi di Tangentopoli e della maxi-svalutazione della lira.
La nostra era una Nazione sul punto di esplodere e non solo in senso figurato. Esplosioni e stragi insanguinarono e resero terribili quegli anni...
Oggi Ciampi, all'epoca, presidente del Consiglio, dichiara: " l'Italia,(in quegli anni), rischiò il colpo di Stato"!
1) La dichiarazione di Ciampi segue quella di un altro uomo che è stato - ed è - ai più alti vertici istituzionali dello Stato ed è tuttora uno dei politici di maggior rilievo: Veltroni. Ricordo che e' stato vice presidente del consiglio dei ministri e segretario del secondo partito italiano,come numero di elettori. Le sue dichiarazioni in tv ad "Anno Zero" ed a "Che Tempo che Fa" sono a dir poco sconcertanti: ( leggi quì) e (quì) 2)
Leggendo e vedendo le dichiarazioni di questi signori, tra le mille domande che sorgono spontanee, una prevale su tutte: perchè ne parlano solo ora, dopo quasi 20 anni?

Maurizio Pirrotti

1) da Repubblica: Leggi articolo completo
2)http://paolofranceschetti.blogspot.com/
Le stragi del 1992-1993, l'opinione del procuratore nazionale antimafia: Piero Grasso

venerdì 28 maggio 2010

La meritocrazia


Tra i signori che allo stipendio di deputato o senatore,che si aggira sui 10 mila euro, al mese, sommano, pure, la "pensione" maturata dopo aver militato all'Assemblea regionale siciliana,(dai tre agli 8 mila euro al mese)!" c'è anche l'ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro!
Chiedere a costui conto, dell'operato fallimentare delle Ato concepite dal suo governo, no, vero?
Meglio dargli due stipendi!

E tutti gli altri "onorevoli" siciliani che percepiscono doppio emolumento, se lo meritano?
Cerrrto che si, in Italia c'è la meritocrazia!


Maurizio Pirrotti

Ps
A proposito ma, in finanziaria non si "prevedeva" di diminuire gli "stipendi" ai politici?

sabato 3 aprile 2010

Postaaaa


Da: Cristian Pirrotti 3 aprile 2010 alle ore 0.32
Oggetto: "Volevo rispondere sul Blog, al post dal titolo: " Diamo i numeri in democrazia" ma Blogger dice che sono troppi i caratteri e il max è 300...."

Fratello, il fenomeno certamente ci fa riflettere ma, i numeri del Pdl sono falsati dalla mancata attribuzione dei voti nel Lazio, dove la lista per motivi a noi noti non era ufficialmente presente.
Ma la cosa ancora più grave secondo me non è solo l'enorme numero degli astensionisti, ma la stampa, i media che hanno spento i riflettori su argomenti importantissimi come lo scandalo Bertolaso e/o le foto di Di Pietro,le intercettazione a Berlusconi il caso Rai/Minzolini....adesso si parla di programma di riforme....
Ma non era più corretto evidenziare ed approfondire questi argomenti in campagna elettorale e non a cose fatte....erano davvero così importanti tutte queste inchieste della magistratura? Se si, perchè non se ne parla più? Odio-rancore-toni accesi si sono spenti a poche ore dai risultati elettorali...allora ha vinto veramente il partito dell'amore.....

Cristian Pirrotti

mercoledì 31 marzo 2010

Diamo i numeri in...democrazia


Nel post precedente, scrivevamo del più grande partito d'Italia: il "partito" dell'astensione. Oggi diamo un pò di numeri:1)"Alle elezioni politiche nazionali, del 2008, il Pdl aveva 13,6 milioni di voti. Ne ha presi, nella recente tornata elettorale, 8 milioni". Il calcolo e' semplice:1) "Ne ha persi cinque milioni!"
1)"Il PD, nelle politiche del 2008, aveva preso 12 milioni di voti. Ne ha presi, in questa tornata elettorale, 7,9". Anche quì il calcolo e' semplice: 1)"Ha perso più di quattro milioni di elettori".
Prima considerazione:
1) "In meno di due anni, maggioranza e la cosiddetta opposizione, hanno perso per strada quasi 10 milioni di elettori"!
Seconda considerazione:
1)"Tutti insieme, Berlusconi-Bossi-Bersani-Di Pietro, oggi rappresentano il 46,4% dei voti".
Terza considerazione:
1)"La maggioranza e la cosiddetta opposizione sono minoranza nel Paese".
1)Il vero partito di maggioranza è quello che non li ha votati!
Quindi?
Non lo so ma... non mi piace.
Intanto, mentre la maggioranza degli italiani, soprattutto i giovani, è “deluso e non ha nessuna fiducia nella politica,” il pluribocciato a scuola, tale Renzo Bossi, figlio di Umberto Bossi,viene elevato agli altari della Regione Lombardia. (leggi quì)
Caligola volle nominare senatore il suo cavallo ma, si sa, lui era un despota!

Noi eleggiamo i somari.
Caspita, la nostra sì che e' una democrazia!


Maurizio Pirrotti

fonte:http://www.effedieffe.com/content/view/9901/169/