mercoledì 11 gennaio 2012

Da un'amica ricevo e vi giro....


















H o imparato

che nessuno è perfetto.
Finché non ti innamori.


Ho imparato

che basta una persona che mi dice che le ho migliorato la giornata per migliorare la mia.


Ho imparato

che è più importante essere gentili che corretti.


Ho imparato

che sono le piccole cose della vita a renderla così felice.


Ho imparato che Dio non ha fatto tutto in un giorno, cosa mi fa pensare che io ci riesca?


Ho imparato che ignorare i fatti, non li cambia.


Ho imparato che quando progetti di prenderti la rivincita con qualcuno, stai solo facendo in modo che quella persona continui a ferirti.


Ho imparato... che la vita è dura...
Ma io di più!!!


Ho imparato...
che le opportunità non vanno mai perse.
Quelle che lasci andare tu....
le prende qualcun altro.


Ho imparato...
che quando serbi rancore e amarezza
la felicità va da un'altra parte
.

Ho imparato...
Che bisognerebbe sempre usare parole buone....
Perchè
domani forse si dovranno rimangiare.


Ho imparato...
che un sorriso
è un modo economico per migliorare il tuo aspetto.


Ho imparato...
che non posso scegliere come mi sento...
Ma posso sempre farci qualcosa.


Ho imparato...
che
quando tuo figlio
appena nato tiene il tuo dito nel suo piccolo pugno....
ti ha agganciato per la vita.

Ho imparato...
che tutti vogliono vivere in cima alla montagna....
Ma tutta la felicità e la crescita avvengono mentre la scali.

Ho imparato....
che bisogna godersi
il viaggio e non pensare solo alla meta.


Ho imparato...
che è meglio dare consigli solo in due
circostanze...
Quando sono richiesti e quando ne dipende la vita.


Ho imparato....
che meno tempo spreco...
più cose faccio.


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Non so chi sia l'autore ma l'ho trovata bellissima.

Maurizio Pirrotti

Miiiiiiiii avi raggiuni Salvatore u puppu


ore 14,40
(Segue dai post precedenti: "Iarrusi"- "Lo diceva mia nonna:nella vita ci vuole culo !" - "Grazie")
Sono a casa... "o spitali non mi vonnu"!!
I miei "valori"sono ancora ..."normali" e quindi:"Vai a casa che qui ci sono i ...malati!"
Prossimo controllo fissato per il 16 gennaio 2012.
Ora,certo è che sono contento ma, in opedale ,da ricoverato,mi sarei sentito piu' sicuro: e se mi sentissi male all'improvviso? Insomma come dice il mio amico e sodale di Paternò "Salvatore u puppu" detto "Ventura"di cui prima o poi vi parlerò:" iò mi spagnu!"
Poi,in ospedale, bastava suonare il campanello per avere cio' che volevo, qui a casa mi controllano,si lamentano se fumo,se mangio troppo, se mi alzo la notte per stare al computer....vogghiu turnari o spitaliiii....!!!
Sto scherzando, anche perchè se non dico così mia moglie mi...uccide!

Maurizio Pirrotti

Ps
Detto Ventura perchè chi ha la ventura di conoscerlo non può che diventargli amico tanto è amabile, generoso e,voglio dirlo, straordinario. ..anche se a volte,di comprendonio, piu "duru di un puppu bugghiutu mali"

sabato 7 gennaio 2012

Grazie!

ore 14,40
(Segue dai post precedenti: "Iarrusi"- "Lo diceva mia nonna:nella vita ci vuole culo !")
Sono a casa!
Ho,come quando si era militare di leva, un permesso di poco piu' di 48 ore.
Per buona condotta,credo( scherzo, io buona condotta non ne ho avuta mai :tostu sugnu!) .
Durante questo "permesso" sempre agli "arresti domiciliari" devo rimanere(come nel periodo di Natale) nel senso che, in attesa dell'aplasia che dovrebbe verificarsi intorno all'ottava giornata dalla fine del secondo ciclo di chemioterapia fatta il 3 gennaio, sto tutto sommato bene, i miei valori sono "normali" ecco perchè sono a casa ma, essendo prossima l'immunodepressione, è opportuno che mi cauteli rimanendo "confinato"presso il mio domicilio.
Poco male, a casa sono e questo è l'importante, per il resto...pazienza!
Giorno 10 gennaio dovrò tornare per il controllo di routine e poi si vedrà.
Non so cosa mi riserverà il futuro e sono consapevole che per me le cose andranno, comunque, come devono andare e voglio che vi giunga forte: per come siete stati vicini a me e alla mia famiglia,per l'affetto dimostratomi, per la vostra amicizia, il mio .... GRAZIE!
Un abbraccio a tutti voi

Maurizio Pirrotti

giovedì 5 gennaio 2012

Iarrusi!

ore 20,30
(Segue dal post precedente,leggi)
Come sapete, sono ricoverato nel reparto di ematologia del Policlinico di Messina.
Oggi voglio "parlare" del personale medico e paramedico ed in generale del "funzionamento" del reparto in cui sono ricoverato.
Vuole essere, questo, il mio modo di rendere merito a chi tra medici, infermieri ed ausiliari, ogni giorno,svolge il proprio lavoro, pur tra mille difficoltà, con grande professionalità e spirito di abnegazione.
Comincio col dire che, la politica,imperante,dei tagli in bilancio ha fatto si che il reparto dove sono ricoverato sia costituito da 3 reparti accorpati:malattie metaboliche-geriatria-ematologia.
Questa è già una buona cosa,in passato,l'ematologia era accorpata ad epatologia!!!
Una scelta "polico-amministrativa"inconcepibile:riuscite ad immaginare un paziente di ematologia immunodepresso con accanto un paziente con l'epatite?
Ufficialmente,tutto il reparto, dispone di tre stanze per un totale di 20 posti letto: 8 posti per ematologia-8 posti per malattie metaboliche e 4 di geriatria.
In realtà le camere sono 4 (di cui 2 camere con ben 6 pazienti dentro) e i posti disponibili, mai meno di 27. La maggior parte delle volte, due soli infermieri garantiscono assistenza a tutti i ricoverati e capita, quando il reparto è di pronto soccorso,che accada di tutto:i ricoverati arrivano a 30-32,parecchi sono pazienti anziani,allettati,non autosufficienti. Molti, non hanno nessun parente che li accudisca e con solo due infermieri in servizio è capitato che alcune mattine,questi "pazienti geriatrici" non siano riusciti a fare nemmeno colazione perchè non c'era nessuno a imboccarli!
Voglio raccontarvi quanto accaduto ieri sera,verso l'una di notte:
una vecchietta urla, grida e piange.Non vuole essere visitata e meno che mai farsi mettere la mascherina con l'ossigeno.
Urla che vuol essere lasciata in pace: "Iarrusi!" è la parola piu' gentile che indirizza al medico di guardia, a quello di sottoguardia e ai 2 infermieri accorsi in suo aiuto.
E' nera in volto e se non fa l'ossigeno...muore. E' vecchia, malata e folle e rimangono tutti li con lei fino alle 3 e mezza del mattino.
Le salvano la vita.
Altri pazienti, allettati e non autosufficienti,nel frattempo, suonano il campanello: hanno bisogno di aiuto,anche per essere cambiati (indossano il pannolone) e lavati ma, occorre che attendano che sia passata l'emergenza!
L'aver voluto trasformare gli ospedali in aziende,unita alla politica dei tagli in bilancio e dei premi di produzione, ha fatto si che si risparmi su tutto,non solo sul personale infermieristico:diventa difficile perfino reperire coperte, federe, lenzuola, copriletti, traverse,pannoloni,garze sterili etc. etc. che alla bisogna medici ed infermieri vanno elemosinando negli altri reparti......
Per non parlare dei farmaci: gli antipiretici, le pomate, gli sciroppi ed in genere tutti i farmaci ritenuti necessari ma, non salvavita, come paziente te li devi portare da casa!
Per non parlare della struttura: porte in legno in barba alle piu' elementari norme antincendio, prese e plafoniere rotte,cavi elettrici"volanti", bagni in comune per tutti alla faccia delle piu' elementari norme igieniche....
Si risparmia anche sulla elementare manutenzione: qualche domenica fa c'è stato un black out durato quasi un ora! Mezzo ospedale al buio! Le batterie di emergenza non sono entrate in funzione perchè erano...scariche!
A causa della chemioterapia, in quei giorni, ero preda di una colite tossica.
Durante il black out, in bagno, mentre mandavo ettolitri di..." iastime" e non solo quelle ma, solo le prime rivolte agli amministratori del Policlinico, un volenteroso ricoverato, facendomi luce col telefonino esclamava:"Futtitinni, nui avemu l'Ifone!"
Non riesco a fottermene.
L'ospedale e tutto quanto vi è connesso esiste, ed ha ragione di esistere, solo perchè esistono i malati!
O almeno così era in passato.
Oggi, invece, sembra che i malati esistano solo per ...pagare sulla propria pelle gli stipendi a chi questi ospedali dirige.
Mi dicono,infatti, che, chi dirige il Policlinico di Messina, dimostrando di aver risparmiato,riceva ogni anno dei bonus in danaro...
Non so se la notizia sia vera ma, rivolto ai nostri politicanti, causa prima di tanto sfacelo,vorrei far mia e rendere pubblica l'invettiva della vecchia e folle signora apostrofandoli con un sonoro: ..."Iarrusi!"

Maurizio Pirrotti

martedì 27 dicembre 2011

Lo diceva mia nonna:nella vita ci vuole...culo!

Mi sono spesso occupato, su questo blog, di un argomento "scomodo" ossia l'alta incidenza delle patologie tumorali ad Oliveri e molti post del blog sono stati dedicati a questo argomento:leggi ad esempio Anche se di quest'argomento, nessuno vuol sentir parlare - La salute prima di tutto -Cancro,Suicidi & Minchioni - anche durante la mia campagna elettorale che mi ha visto candidato a sindaco, sconfitto, ho fatto dell'argomento una priorità assoluta (leggi: Dibattito pubblico -E' già qualcosa... - Coloro "che mai non fur vivi"... - Fatti,non parole - Fari 'u cunigghiu atturratu ).
Anche dopo la campagna elettorale (leggi una proposta al sindaco oppure quella da me fatta da semplice cittadino all'attuale opposizione in consiglio comunale- leggi- ) ho cercato di "tenere vivo" l'argomento.
Il perchè è presto detto: in paese,2000 abitanti, sono presenti tutti i tipi di tumore e non c'è strada o quartiere dove non vi sia stato un morto per cancro, o vi sia attualmente un malato di cancro in cura.Non so se tutto questo è normale e vorrei che le autorità ci rassicurassero o che ci dessero spiegazioni. Ma da noi, mentre gli altri comuni vicini si sono in qualche modo attivati,(leggi) parlare di questo argomento è tabu'.
Io nell'essere in questo momento vicino con la mente e con il cuore ai cittadini di Oliveri che attualmente lottano contro il cancro ed alle loro famiglie, sono guarito 16 anni fa da un linfoma e proprio in queste settimane combatto la mia terza battaglia contro il cancro: in 16 anni mi sono beccato ben tre tumori maligni diversi che nulla hanno ha che fare con i precedenti!
Non sono l'unico,purtroppo,che in questi anni si è trovato in questa spiacevole e terribile situazione. E' normale tutto cio? Non lo so e non sono certo io che devo rispondere ma, i cittadini a dovere pretendere risposte dall'autorità preposte!
Concludo il post tranquillizzando parenti ed amici:sono ancora vivo!
Ho fatto il primo dei tre cicli di induzione previsti come cura,sono andato in aplasia midollare e grazie alle cellule staminali il mio midollo è ripartito ed ora i "miei valori"sono quasi normali. Sono a casa per le festività e se tutto procede bene, dopo le Feste continuerò con la seconda induzione.
Posto ora qualche foto del durante l'aplasia,del dopo aplasia e di adesso. ..



Piu' di questo,come cittadino e come malato che posso fare?











Maurizio Pirrotti

domenica 11 settembre 2011

Don Giorgio De Capitani (dall’omelia di oggi)

11/09/2011
Commemorazione 11 settembre

sabato 20 agosto 2011

Oliveri: festa della Madonna


Nei giorni scorsi ho dato notizia di una bella iniziativa:
la costituzione di un comitato che, ad Oliveri, si occuperà dell'organizzazione della festa della Madonna del Tindari.
La riunione "costitutiva" sarà stasera.
Ora,considerati i benefici economici e culturali che l'istituzione di tale festività potrebbe avere per il paese,
vorremmo che questa festività venisse istituzionalizzata quale appuntamento fisso ogni anno.
Presento qui un ipotesi di lavoro:

Oliveri: Festività in onore della Madonna del Tindari


Promemoria per la riunione di sabato 20 agosto 2011 per il -costituendo comitato promotore-


Il sabato e la domenica precedente la tradizionale festa della Madonna che ogni anno, (7- 8 settembre) si svolge a Tindari, vorremmo celebrare ad Oliveri una sorta di rievocazione storica del ritrovamento della Sacra Statuetta di origine Bizantina che, come sappiamo, fu rinvenuta da pescatori di Oliveri nelle acque antistanti il paese.

La festività potrebbe così articolarsi:


  1. Sabato:

    rievocazione del ritrovamento della statua della Madonna con i pescatori che dalla spiaggia conducono la statua della Madonna verso la chiesa di Oliveri


Domenica mattina:


      2) Concelebrazione S.S.messa insieme a sacerdoti di rito ortodosso a sancire la comune radice cristiana ed il passaggio della Statua dal mondo Bizantino all'Occidente.

    3) Discorso delle Autorità (rievocazione storica)


Pomeriggio

    4) Processione con le barche a mare (con il coinvolgimento dei mezzi della Riserva di Marinello e delle unità della Capitaneria di Milazzo)

    Celebrazione della S.Messa in spiaggia.


Sera

    5) Pellegrinaggio dalla spiaggia verso il Santuario di Tindari. (passaggio di consegne da Oliveri a Tindari) presenti le autorità dei comuni di Oliveri-Patti e le autorità religiose.



A cura del costituendo comitato promotore:

  1. L'organizzazione dell'evento e di tutte le manifestazioni utili di supporto: (giochi a mare, giochi in piazza, conferenze a tema da fare al castello sulla storia del nostro territorio, mostre fotografiche sulla marineria locale anche con riferimenti alla tonnara, spettacoli serali a tema (gruppi folk – teatro) giochi pirotecnici.

  2. Pubblicità dell'evento su scala provinciale e nazionale

  3. Preventivazione costi della manifestazione e reperimento fondi.

  4. Richiesta di patrocinio Comune- Provincia- Regione.


Maurizio Pirrotti

martedì 16 agosto 2011

Oliveri:una bella iniziativa


Sabato 20 agosto alle ore 20,00 riunione presso il salone parrocchiale.
Scopo della riunione, la formazione di un comitato che si occuperà dell'organizzazione della processione della Madonna del Tindari,con le barche a mare, giorno 4 settembre.
E' una bella iniziativa.
Partecipiamo numerosi!

Maurizio Pirrotti

domenica 24 luglio 2011

domenica 19 giugno 2011

Pantelleria, arrivano le trivelle – L’oro nero regalato ai petrolieri

da:http://www.stampalibera.com/



http://dorsogna.blogspot.com/2011/06/lipocrisia-di-stefania-prestigiacomo.html

La Transunion comincerà a sondare i fondali tra qualche giorno.
In estate potrebbero iniziare le trivellazioni a 13 miglia dall’isola siciliana.
L’Italia chiede il 4% di royalty contro l’85% della Libia e l’80% della Russia
26 aprile 2011 DARIO PRESTIGIACOMO e LORENZO TONDO

La Transunion ha già annunciato ai comuni iblei che a fine aprile inizierà a sondare il fondale dello specchio d’acqua
davanti a Pozzallo, a 27 chilometri dalla costa. L’Audax, invece, di sonde non ha più bisogno: in estate, si legge sul suo sito
web, potrebbe cominciare a trivellare a 13 miglia da Pantelleria. Non molto lontano, nei dintorni delle Isole Egadi,
anche la Northern Petroleum riscalda i motori delle sue piattaforme

Sotto l’ombra dell’inferno libico e quella di un possibile blackout energetico, la primavera delle trivelle sul mar Mediterraneo – esorcizzata dal ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo che prometteva di difendere a spada tratta il Canale di Sicilia, costi quel che costi – è oramai alle porte.

Secondo i dati delle associazioni ambientaliste, sarebbero più di cento i permessi di ricerca di idrocarburi richiesti o vigenti nel Mediterraneo. Alcuni concessi a un tiro di schioppo da sabbie dorate e banchi corallini. Le piattaforme, che – secondo quanto riportato dai bollettini pubblicati sui siti delle compagnie petrolifere – potrebbero già entrare in azione tra poche settimane, confermano i timori manifestati negli ultimi mesi dagli ambientalisti: il decreto anti-trivella, firmato e fortemente voluto dal ministro Prestigiacomo, emanato lo scorso 26 agosto, non servirà a proteggere le acque del Mediterraneo.

La Northern Petroleum lo sa e lo scrive: “La legislazione italiana che vieta le trivellazioni off-shore entro le 12 miglia dalla costa – si legge nel comunicato – avrà un effetto irrilevante sugli assetti della compagnia”. Così, in barba al no della Regione e a quello dei sindaci, la Northern fa sapere di poter estrarre dai suoi giacimenti ben 4 miliardi di barili che tradotti in quattrini significano 400 miliardi di euro nelle tasche dei petrolieri. Briciole o nulla per lo Stato italiano dove le royalty che le compagnie minerarie lasciano al territorio dove estraggono senza imporre franchigie arrivano a malapena al 4 per cento contro l’85 di Libia e Indonesia, l’80 di Russia e Norvegia, il 60 in Alaska, e il 50 per cento in Canada.

“Al di là dell’aspetto ecologico, per l’Italia le trivelle sono anche antieconomiche” spiega Mario Di Giovanna, portavoce di “Stoppa la Piattaforma”. “Se ci adeguassimo agli standard delle royalty degli altri paesi, facendo i conti della serva, potremmo estinguere, solo con una minima parte del canale di Sicilia, il 25 per cento del debito pubblico italiano”.

In Italia, la franchigia per le piattaforme off-shore è di circa 50.000 tonnellate di greggio l’anno, equivalenti a 300 mila barili di petrolio. Sotto questo tetto di estrazione, le società non sono tenute a pagare nemmeno l’esiguo 4 per cento di royalty. La piattaforma Gela 1, a 2 km dalle coste siciliane, dal 2002 al 2008 ha prodotto petrolio e gas sempre sotto la soglia di franchigia. La Prezioso e la Vega producono invece il doppio oltre il limite (circa 100/120 mila tonnellate), pagando la franchigia solo per la metà della loro produzione. Forti delle agevolazioni fiscali italiane, le società le decantano ai loro investitori. A pagina 7 del rapporto annuale della Cygam (società petrolifera con interessi nell’Adriatico) si parla del nostro paese come il “migliore per l’estrazione di petrolio off-shore”, sottolineando la totale “assenza di restrizioni e limiti al rimpatrio dei profitti”.

Intanto Atwood Eagle, la contestatissima trivella dell’Audax che dall’11 luglio scorso galleggiava a 13 miglia dalle coste di Pantelleria, dopo un temporaneo abbandono dell’area, tra qualche mese potrebbe riprendere i sondaggi, mentre Shell ha già detto di aspettarsi dal Canale di Sicilia 150mila barili al giorno. Qualche settimana fa la Transunion Petroleum Italia ha inviato ad alcuni comuni della zona iblea, tra cui Pozzallo, Modica e Ragusa, un’istanza di avvio della procedura di valutazione d’impatto ambientale relativa ad un’area con un’estensione di 697,4 km quadrati, situata nel Canale di Malta. Le autorità locali hanno tempo fino al 27 aprile per le dovute osservazioni.

Il decreto anti-petrolio potrebbe non salvare nemmeno il mare agrigentino, dove la Hunt Oil Company ha avanzato una richiesta di permesso a poche miglia dall’Isola Ferdinandea, una delle tante bocche vulcaniche di un massiccio complesso sottomarino: il regno di Empedocle, l’Etna marino, il gigante sommerso che fa ancora tremare i fondali.


da:http://www.stampalibera.com/?p=27786#more-27786

Stand by me


1) Questo filmato ha fatto il giro del mondo più volte negli ultimi anni. Se non lo avete mai visto (ed anche se avete già visto!) cliccate sul link qui sotto.
Questa realizzazione cinematografica va oltre tutti i messaggi umanitari universali.
In “Stand by me” i protagonisti sono illustri sconosciuti pieni di talento e buona volontà ai quali questo clip non porterà che delle “noccioline”. Per quanto riguarda, poi, il team di giovani esperti dell’immagine e del suono che hanno realizzato questa faticosa impresa, spero per loro che abbiano trovato un mecenate, perché tutto ciò è di certo costato molto caro, non da ultimo i biglietti aerei.
Dal punto di vista tecnico è il sogno assoluto. L’immagine è a schermo intero (non dimenticate di allargare la finestra al massimo), il suono è di una qualità ed una profondità che ti tocca dentro, soprattutto se si ascolta con le cuffie (in caso contrario, dare volume per gli altoparlanti per ottenere il massimo di questa qualità).
Soprattutto, guardate nella parte bassa dell’immagine “in quel punto dell’inquadratura” dove compare nome del cantante e musicista e luogo di ogni rappresentazione musicale. È lì che si trova la parte più commovente di questo momento privilegiato
.



lunedì 30 maggio 2011

Volete un altro tsunami?

Vladimir Jirinovsky è un politico russo dalle idee chiare,precise e...inquietanti:



Maurizio Pirrotti

mercoledì 25 maggio 2011

Depliant Laghetti di Marinello:Oliveri non esiste!


Laghetti di Marinello: nei nuovissimi depliant realizzati dalla Provincia di Messina e dalla regione siciliana fanno bella mostra di se alcune ...dimenticanze.
La prima: nella "mappa" della riserva orientata, tra i suoi confini, non è menzionata Oliveri.
La seconda: nelle indicazioni su come raggiungere la riserva c'è scritto testuale: "Dall'autostrada,uscita Falcone".
Punto.
Oliveri non è menzionata da nessuna parte!
Eppure, i laghetti di Marinello,via terra, si possono raggiungere solo attraversando il territorio di Oliveri.
I laghetti sono parte integrante del territorio di Oliveri,per ragioni geografiche ed anche logistiche!
Quindi?
Per la provincia regionale di Messina e per la regione siciliana:Oliveri non esiste!

Maurizio Pirrotti



Laghetti di Marinello:le guardie,che guardano?
Bel tempo a Marinello
I laghetti di Marinello: col tempo, destinati a ... sparire ?
catastrofismi mediatici
Scampato pericolo:i laghetti non...scompariranno

lunedì 2 maggio 2011

Il vero motivo della guerra in Libia

Dal blog di Paolo Franceschetti

Il vero motivo della guerra in Libia.


Quale può essere il fil rouge che collega tutti i paesi attaccati – e presi di mira in varie forme - dagli USA e Gran Bretagna con l’aiuto di una serie di ausiliari tradizionali più o meno consapevoli?
Libia, Libano, Siria,Irak,Somalia, Sudan, Iran. Non hanno in comune l’etnia ( Iran è ariano mentre gli altri sono semiti o – Sudan – misti).
Non hanno in comune la religione: Libano ha cristiani, l’Iran è sciita, la Siria è mista. Non il petrolio: Somalia e Siria non ne hanno in quantità significative. Non la ricchezza: Somalia e Sudan non lo sono.

Se invece vediamo il negativo, vediamo che nessuno di questi paesi figura tra i 56 aderenti alla Banca per i Regolamenti Internazionali.

In pratica sono paesi che hanno rifiuutato di far parte della comunità finanziaria internazionale e la Libia in particolare se la stava cavando molto bene:

•Stando ai dati del FMI la Banca centrale libica possiede 144 tonnellate di oro nei suoi forzieri. Per un paese di tre milioni e mezzo di abitanti, non è niente male. L’educazione e l’assitenza medica sono gratuite; le coppie che si sposano ricevono 50.000 dollari a fondo perduto.
•I Ribelli, ancora prima di costituire un governo provvisorio, hanno annunziato ( il 19 marzo) di aver costituito la BANCA CENTRALE DI LIBIA. La Banca centrale di Libia ( quella di Gheddafi per intenderci) è pubblica e non privata, stampa la moneta e presta denari allo stato senza interessi per finanziare le opere pubbliche tra cui il famoso fiume sotterraneo fatto dall’uomo che utilizza le acque fossili del Sahara per irrigare tutta l’area agricola della Libia che si trova al Nord. A proposito l’attività agricola in Libia è esentasse. Completamente. Questa politica è l’esatto contrario di quella seguita dal mondo occidentale che fa pagare tutti i servizi quali l’educazione e la sanità ed ha privatizzato le banche centrali che fanno pagare gli interessi agli stati quando forniscono loro i fondi.
•La ragione ufficiale che ha spinto l’occidente a non mantenere le Banche Centrali come pubbliche è che questi prestiti aumentano l’inflazione, mentre prendere prestiti dalle Banche estere o dall FMI , non provocherebbe inflazione. In realtà prendere i denari a prestito da Banche centrali pubbliche – senza interessi – riduce grandemente il costo dei progetti pubblici di investimento e in alcuni casi li riduce del 50%.
•Gheddafi aveva da poco lanciato la proposta di creare una moneta unica africana IL DINARO ORO e l’unico paese africano che si era opposto, è stata la Repubblica del Sud Africa, che è stata proprio quella che si è presentata a Tripoli per la mediazione con i ribelli e la NATO. Su questa proposta c’è un commento di Sarlosi che l’ha giudicata “una minaccia per l’Umanità”.
•Sia Saddam Hussein che Gheddafi avevano proposto – entrambi sei mesi prima dell’attacco – di scegliere l’Euro ( o il dinaro) come valuta per le transazioni petrolifere.
ADESSO RESTIAMO IN ATTESA DI VEDERE – IN CASO DI VITTORIA DELLA NATO – SE EDUCAZIONE E SANITA’ RESTERANNO GRATUITE, SE LA BANCA CENTRALE LIBICA ADERIRA’ ALLA B.R.I. E SE L’INDUSTRIA PETROLIFERA LIBICA VERRA’ SVENDUTA A PRIVATI. Poi anche i più ingenui cominceranno ad avere sospetti

Fonti:
http://corrieredellacollera.com/2011/04/17/africa-attacco-alla-libia-ecco-spiegazioni-inedite-ma-convincenti-vedremo-se-e-vero-di-antonio-de-martini/

http://www.stampalibera.com/?p=25517

L'eroe

Foto blog di Oliveri

In paese è nato un nuovo blog!
Leggi qui
Nelle intenzioni dell'autore vuol essere un ...fotoblog e cioè un racconto fotografico di quanto accade in paese.
All'autore ed amico i miei migliori auguri di buon lavoro !


Maurizio Pirrotti

mercoledì 27 aprile 2011

Oliveri e il Mercato Coperto


"Facendo i carri per il carnevale, avete fatto una cosa buona ma, lasciando i bagni così, non mi piace affatto. Vi invito a pulirli insieme a me - fatevi sentire.

Juergen

martedì 26 aprile 2011

La Scuola italiana? No comment

venerdì 15 aprile 2011

I nemici di Vittorio

L’attivista italiano, testimone del dramma di Gaza, Vittorio Arrigoni è morto.

di Pino Cabras – Megachip – ARTICOLO AGGIORNATO.


Non hanno nemmeno aspettato il farsesco ultimatum che avevano inscenato. Vittorio Arrigoni, un uomo mite e coraggiosissimo, è stato ucciso. Con il contrappasso del soffocamento dopo il contrappasso degli occhi bendati, per giunta: per dirci – a tutti noi che in tanti paesi del mondo perdiamo un fratello – che saranno soffocate le voci libere, i corpi che respirano, gli occhi che vedono e non nascondono.

Per chi ha studiato quali sono i veri obiettivi della galassia di terroristi più estremisti questa non può essere una sorpresa. La stessa Hamas era nata come creazione dell’intelligence israeliana, che voleva rendere permanente l’emergenza e dividere il campo palestinese, ma poi la creatura politica aveva seguito una traiettoria tutta sua che la rese irriconoscibile e meno malleabile. La fabbrica delle emergenze ha sfornato però nuovi prodotti, gruppuscoli sempre pronti ad alimentare la strategia della tensione, e con essa fomentare la totale militarizzazione dell’agenda politica.

Colpisce sapere ad esempio che Azzām al-Amrīki, Azzam l’Americano, l’«anchorman» bilingue di quei “video di al-Qa’ida” costruiti con la stessa cifra stilistica del video in cui compare Arrigoni nelle mani dei “salafiti”, si chiami in realtà Adam Pearlman, e sia nipote di uno dei più eminenti esponenti della lobby dei falchi filoisraeliani in USA.

Il potere nel mondo post 11 settembre si è giovato ampiamente del terrorismo come instrumentum regni. Ha fatto passi enormi nel distruggere un ordinamento giuridico internazionale che ammetteva norme non basate sul solo diritto di potenza, inquinare i punti di riferimento concettuali per la definizione di ciò che è aggressione o tirannia o resistenza, far abdicare gli Stati dalla difesa dei loro prevalenti interessi nazionali a vantaggio di una coalizione dominata da interessi imperialistici, condizionare l’economia – vicina a un baratro finanziario – entro la gabbia delle priorità militari.

Il lavoro di Vittorio Arrigoni nel decennio post 11/9 va nella dimensione “micro”: è azione concreta e locale, nella Gaza assediata e massacrata, nella prigione a cielo aperto più grande del mondo, nel tiro a bersaglio per droni, fra i pescatori che non possono pescare, i muratori che non possono edificare, i bambini che non si possono curare. Ma è anche azione globale, racconto, narrazione, rivendicazione della verità, pacata polemica nei confronti dei silenzi e delle menzogne politiche e mediatiche che hanno dato forza all’incubo militarista del Sionismo Reale. Aprirà bocca, vorrà dire qualcosa su Arrigoni quel Roberto Saviano che si accompagna ai falchi israeliani e alla Casta politica, al quale Arrigoni diceva: «scendi dal carro armato dei carnefici, e vieni ad abbracciare le vittime»?

Mentre tutto il Vicino e Medio Oriente è ora soggetto a un immenso scossone, ovunque, molti conti saranno regolati. I ponti, in guerra, sono i primi a saltare in aria. Appena il 4 aprile scorso era stato ucciso Juliano Mer-Khamis, il pacifista “al 100% ebreo e al 100% palestinese”. La morte terribile di Vittorio “Utopia” Arrigoni, come molti amavano chiamarlo, annuncia un tempo drammatico, annuncia una fase diversa della vita politica in un’area vasta del pianeta. Dovete sentirlo questo pericolo, e capire l’enigma delle parole semplici che ci lasciano gli uomini giusti: Restiamo umani. Restiamo umani. Restiamo umani.

Quelli che vogliono ammazzare i testimoni della strage

di Pino Cabras, Megachip – 13 gennaio 2009.

L’incitazione è esplicita: uccidere un gruppo di persone, con nome e cognome, abitudini e idee, appartenenze politiche e immagini facilmente identificabili. Chiedono la collaborazione di delatori per completare le liste con gli indirizzi. La schedatura è esplicitamente rivolta ai militari, quelli israeliani, se non ci pensano altri killer, per facilitarli nell’eliminazione fisica di “pericolosi” bersagli: i nemici da colpire sono gli attivisti occidentali – infermieri e altri volontari – che lavorano e sono testimoni di quanto succede nei Territori occupati.

Tutto questo lo potete leggere in un sito web, gestito da un gruppo di estremisti, una sorta di Ku Klux Klan ebraico americano: Stop the ISM. Può essere di interesse far notare che fra i bersagli c’è anche un cittadino italiano, Vittorio Arrigoni, di cui abbiamo letto i toccanti reportage da Gaza. Il tenutario del sito è Lee Kaplan.

Kaplan è uno dei tanti agitatori fascisteggianti della pancia reazionaria americana, un coagulo che ultimamente ha preso piede sia nell’ambito dei movimenti cristianisti, sia nelle frange del fondamentalismo ebraico, ora uniti in un inedito oltranzismo anti-islamico.

In USA la saldatura fra questi ambienti si è rafforzata, tanto che Kaplan talora ascende anche al salotto buono, si fa per dire, dei talk show con la bava alla bocca, su Fox News.

Ma si rafforza soprattutto in Terrasanta.

I fondamentalisti ebrei controllano gli insediamenti coloniali più estremisti dei territori (come già si leggeva in un libro di Israel Shahak e Norton Mezvinsky, Jewish fundamentalism in Israel, London, Pluto Press, 1999). I fondamentalisti cristiani li appoggiano per accelerare l’avvento dell’Armageddon, la lotta finale fra il Bene e il Male, che proprio da quelle parti dovrà svolgersi.

Forse per portarsi un po’ di lavoro avanti, il signor Kaplan lascia briglia sciolta al sito per sollecitare l’eliminazione di Arrigoni e altri. Non senza profetizzare che il governo italiano non si preoccuperà più di tanto se qualcuno provvederà all’auspicata «rimozione permanente» del nostro connazionale. Lo ripetiamo: questi auspici criminali non appaiono in un forum semiclandestino, ma in un sito accessibile gestito da un noto personaggio pubblico.

Ora, dal momento che anche le forze armate israeliane non vogliono testimoni nello scempio di Gaza, e il nostro mainstream si è subito docilmente accodato rispettando il divieto, siccome l’unica voce ci giunge da Arrigoni, in tal caso facciamo due più due e fiutiamo un grosso pericolo. Abbiamo visto che lì non si va per il sottile, se già vengono bombardati ospedali, ambulanze, scuole, e se si prende di mira qualunque soccorso.

Mentre la conta dei morti ammazzati a Gaza si avvicina a quota mille, accade una cosa singolare. Il cumulo di cadaveri non si può più nascondere sotto un editoriale di Bernard-Henry Lévy, l’uso di armi orrende – che un domani vedrete proibire – nemmeno. I giornali nostrani cominciano timidamente a parlarne. Ma non in prima pagina e in apertura, come abbiamo fatto già diversi giorni fa su questi schermi, ma a pagina dieci e in taglio basso. Nascondere non si può. Ma diluire, questo sì. E questo i nostri grandi organi di informazione lo fanno benissimo. In attesa di chissà cosa, un successo politico militare, una chimera, la fine di Hamas. A che prezzo? È in atto la censura più sottile, ma questa sottigliezza non la salva dall’essere accostata alla censura più violenta e più minacciosa, quella che vuole colpire chi vuole salvare il popolo palestinese dalla sua distruzione.

Tanti intellettuali italiani indicano inorriditi il dito insanguinato del Movimento di Resistenza Islamico (Hamas), ma non vedono la luna desolata degli altri fondamentalismi che egemonizzano sempre di più la classe dirigente israeliana. L’idea che le forze armate israeliane difendano i Lumi contro la barbarie è un ideologismo foriero di tragedie, dal quale è bene liberarsi con un’operazione onesta di ricognizione storica e politica della memoria mediorientale. Il racconto di quel che accade ora è un passo fondamentale, con tutti i testimoni da rispettare.


Pino Cabras – Megachip